Un brutale mondo ispirato all’universo della band metal Voivod
Quando ci è stato proposto di provare in anteprima Voivod: The Nuclear Warrior abbiamo accettato ben volentieri, soprattutto perché siamo affascinati dai mondi distorti e post-apocalittici, oltre a riconoscere e apprezzare la qualità delle produzioni indipendenti. Il nuovo videogioco dei ragazzi di Chaosmonger Studio è un vero e proprio viaggio in un incubo fantascientifico, in cui saremo chiamati a far man bassa di cattivoni inquietanti, figure che sembrano delle formiche giganti al fine di recuperare i frammenti della nostra memoria.
Voivod: The Nuclear Warrior trae la sua ispirazione dalla famosa band canadese fondata nel 1981 nel Québec. Il gruppo in questione si è sempre identificato per uno stile assolutamente unico che unisce saggiamente la potenza del thrash metal alla visione progressista del rock. E i testi delle loro canzoni ci raccontano viaggi nello spazio, mondi (non a caso) distopici e società molto particolari, il tutto alimentato da una componente musicale davvero incredibile.
Tornando al gioco, la versione da noi provata è una demo in accesso anticipato che ci ha dato un piccolo assaggio di quell’assolo che ci aspetta nell’esperienza completa (il lancio è previsto nel 2027). E il primo contatto con questa landa da incubo non è stato poi tanto male.

Un mondo da scoprire!
Siamo un Voivod, un guerriero che ha preso parte a così tante guerre che divennero una sola e grande ferita. Devastati e instabili (o almeno così diceva chi ci ha ritrovato), non eravamo più delle persone bensì delle cavie, armi, menti da sezionare per chissà quali esperimenti. Finché non sprofondammo in noi stessi, in un buio ove le menti si spengono, mantenendo altresì un piccolo frammento che si rifiutò di svanire.
Un incipit che lascia parecchio confusi, ma sembra proprio questo l’aspetto più affascinante di Voivod: The Nuclear Warrior, un fantastico ecosistema in cui pervadono parecchi dubbi alla ricerca di noi stessi. E da questi pensieri che dobbiamo alzarci, cominciare a ricordare e tornare indietro mentre dovremo far man bassa di orrori meccanici e dimensioni mutevoli. Abbiamo dunque perso il senno? Può darsi, ma ora guidati dalla nostra coscienza disincarnata (Nothingface), dovremo recuperare i frammenti di memoria dispersi in un mondo a dir poco surreale (e affascinante, lasciatecelo dire).

La versione di prova ci ha permesso di esplorare una piccola porzione di gioco caratterizzata da un’introduzione, una parte di lore e un primo approccio con le abilità. La durata è stata breve, ma del resto parliamo pur sempre di una demo e Voivod: The Nuclear Warrior è ancora in fase di sviluppo.
Dopo aver selezionato la difficoltà (che può comunque essere modificata nel corso della partita) ci siamo lanciati nell’esplorazione di questo metroidvania che mantiene inalterata la sua natura. Il guerriero perduto potrà dunque saltare, sparare a ripetizione, prendere la mira ed effettuare preziosi fendenti non solo per abbattere i vari avversari, ma anche per distruggere i vari “proiettili” vaganti. Abbiamo attivato interruttori, saltato su piattaforme più alte, trovato punti di teletrasporto e altri di salvataggio: insomma, tutto da programma!
Ovviamente in Voivod: The Nuclear Warrior si possono rompere determinate casse per ottenere fiale con vari vantaggi (nella demo abbiamo trovato solo quelle per ripristinare la saluta residua) e raccogliere determinate “monete” dalle varie anime morte. E indovinate un po’? Qualora passiate a miglior vita, dovrete andare a recuperare il bottino. L’aspetto che ci ha lasciati un po’ interdetti nella demo è che non abbiamo potuto spendere questa “valuta” e dovremo capire come sarà implementata nel gioco completo: ma crediamo che l’obiettivo di questa demo sia stato solo quello di darci una primissima infarinatura dell’esperienza.

In Voivod: The Nuclear Warrior si andranno a sbloccare anche dei nuovi upgrade, come la possibilità di far uscire nothingface dal nostro corpo per attivare interruttori dall’altra parte della barricata. Interessante anche la boss battle che si è rivelata più ostica del previsto anche a livello normale: il cattivone di turno riusciva a capire quasi perfettamente le nostre intenzioni e rispondere al “fuoco” in maniera convincente. Abbiamo trovato qualche piccolo sbilanciamento e delle hitbox ancora da sistemare, ma questo è assolutamente normale in una versione di prova.
Cosa possiamo aspettarci?
Voivod: The Nuclear Warrior ci ha deliziato, sul serio, ci ha fatto scendere in un mondo onirico che potrebbe davvero far la felicità di qualsiasi appassionato di Metroidvania. Avendo provato molto poco, non ci ha permesso di capire quale sia il risultato finale dell’esperienza e se riuscirà a differenziarsi in modo sostanziale nella marea di produzioni analoghe. Siamo fiduciosi, considerando un mondo onirico e marcescente con delle buone basi, senza contare il coinvolgimento attivo della band all’interno del progetto per garantire che il tutto sia fedele con il loro universo.
Combattimento run-and-gun frenetico, boss colossali ispirati alle copertine degli album, grafica pixel-art anni ’90 e un mondo oscuro e tutto da scoprire? Be’, già così le premesse non sembrano affatto male.
È possibile aggiungere Voivod: The Nuclear Warrior alla propria lista desideri su Steam.




