Due capolavori immortali e centinaia di ore di faide con gli orchi, ma a 30 FPS senza gloria.
Quando si ripensa alla scorsa decade videoludica, c’è una meccanica specifica che più di tutte fece gridare al miracolo e sognare a occhi aperti un futuro di mondi virtuali vivi e reattivi: il leggendario Nemesis System. Ricordo ancora nitidamente l’adrenalina all’E3 del 2017, quando provai con mano L’Ombra della Guerra. Arrivando da quel formidabile capostipite che era stato L’Ombra di Mordor nel 2014, toccare con mano l’evoluzione di quella formula – tra assedi colossali a fortezze nemiche, capitani orchi dalla parlantina tagliente capaci di ricordare ogni scontro passato e tradimenti consumati all’ultimo secondo – fu un’esperienza elettrizzante. Monolith Productions aveva dato vita a un generatore inesauribile di faide e storie personali unico nel suo genere, stabilendo un picco d’interazione che raramente si è rivisto negli anni successivi.
Oggi, a quasi un decennio di distanza, l’epopea del Ramingo e dello Spettro torna protagonista con una raccolta mastodontica: Middle-earth: Shadow Bundle, approdata sul mercato per debuttare nell’ecosistema di Nintendo Switch 2. A orchestrare questa massiccia operazione troviamo ancora una volta Aspyr Media, ormai autentica specialista nel recuperare e adattare classici intramontabili su piattaforme moderne. L’offerta è di quelle pantagrueliche: il pacchetto include entrambi i capitoli nella loro versione Definitive Edition, tirati a lucido e comprensivi di ogni singolo contenuto post-lancio sviluppato nel tempo. Questo significa non solo godersi le campagne originali ripulite da certe spigolosità del passato, ma anche imbarcarsi in tutte le espansioni narrative dedicate a Celebrimbor, alla letale Eltariel o a Baranor, oltre a poter sfidare le tribù di orchi aggiuntive introdotte negli anni.

Poter vivere la scalata al potere tra i ranghi dell’armata di Sauron, assoggettare comandanti Uruk e muovere guerra a Mordor con la versatilità del nuovo hardware ibrido di casa Nintendo è una prospettiva golosa per qualsiasi appassionato di Tolkien e degli action adventure a mondo aperto. Ma la vera domanda cruciale è un’altra: come gestisce l’architettura di Nintendo Switch 2 la complessità del Nemesis System, la mole poligonale delle fortezze e decine di orchi che si affrontano contemporaneamente a schermo? Talion e Celebrimbor mantengono intatta la loro epica ferocia o il passaggio alla nuova generazione portatile ha richiesto qualche sacrificio tecnico? Infilate l’Anello al dito e scopriamolo insieme nella nostra recensione!
Informazioni sul gioco
Middle Earth: Shadow Bundle
Data d’uscita: 12/09/2026
Piattaforma: Nintendo Switch 2
Versione recensita: Nintendo Switch 2
Sviluppatore: Monolith Productions e Aspyr Media
Publisher: Aspyr Media
La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Aspyr Media e Sandbox Strategies che ringraziamo per il supporto.

Dal punto di vista narrativo e dell’evoluzione del gameplay, questo pacchetto offre un viaggio a dir poco sbalorditivo. Ma facciamo un piccolo passo indietro per chi, per qualche oscuro motivo, si fosse perso questa gemma negli anni passati e si stesse chiedendo chi diamine sia questo Ramingo.
L’intera epopea ruota attorno alla tragica e sanguinosa storia di Talion, un valoroso Ramingo di Gondor posto a guardia del Cancello Nero. Dopo aver assistito al brutale massacro della sua famiglia per mano dei letali Capitani di Sauron, Talion stesso viene sgozzato, ma il riposo eterno gli viene negato. Il suo corpo e la sua anima si fondono infatti con quelli di Celebrimbor, lo spettrale e potentissimo fabbro elfico che, ere addietro, forgiò gli Anelli del Potere venendo poi ingannato dall’Oscuro Signore. Da questa alleanza disperata nasce il temuto “Senza morte” (il Gravewalker), un’entità in bilico tra il mondo dei vivi e quello degli spettri, dotata di poteri sovrumani e pronta a seminare il caos nel cuore stesso di Mordor per consumare la propria vendetta.
Questo pacchetto offre un viaggio a dir poco sbalorditivo
Se L’Ombra di Mordor getta le fondamenta di questa oscura (e per certi versi controversa, se siete dei puristi tolkieniani) lore – raccontandoci il dolore di Talion, la riscoperta del passato di Celebrimbor e la sistematica decapitazione della gerarchia orchesca -, L’Ombra della Guerra prende questi concetti e li fa esplodere su scala epica. Nel secondo capitolo, infatti, la posta in gioco si alza vertiginosamente: i nostri due protagonisti arrivano al punto di forgiare un Nuovo Anello per sfidare apertamente le armate di Sauron.



È proprio qui che il gioco subisce una mutazione affascinante, abbracciando marcati tratti da strategico e gestionale. La vendetta personale del primo titolo lascia il posto a una vera e propria campagna militare su larga scala. L’assalto alle maestose fortezze, la complessa gestione delle armate, lo spionaggio, il reclutamento e la personalizzazione meticolosa dei propri seguaci trasformano di fatto l’avventura in una sorta di esaltante “gestionale d’assedio in terza persona”. Non si tratta più soltanto di braccare un singolo capitano nel fango di Udûn, ma di plasmare, dominare e guidare un esercito sterminato di Uruk per mettere a ferro e fuoco l’intera Terra di Mezzo!
Sul fronte dell’accessibilità e dell’esperienza utente, l’operazione di pulizia compiuta in questa raccolta merita un plauso convinto. Spogliato una volta per tutte di ogni fastidiosa meccanica legata alle vecchie, discusse microtransazioni del debutto di Shadow of War e slegato dall’obbligo di connessioni perenni ai server, il pacchetto rimette al centro la purezza dell’avventura per giocatore singolo. La Guarnigione e l’intera gestione gerarchica dell’esercito funzionano ora a meraviglia anche in modalità completamente offline: potete reclutare, potenziare, riposizionare e scambiare i vostri capitani Uruk in qualunque momento, sia sul divano che in viaggio.
Eppure, è proprio quando si accendono i riflettori sul comparto tecnico che arriva una doccia fredda difficile da digerire. A fronte del salto generazionale garantito dall’hardware di Nintendo Switch 2, sul piano delle prestazioni nude e crude non si registra alcun tipo di avanzamento. Dimenticatevi i 60 fotogrammi al secondo, dimenticatevi una fluidità rifinita e scordatevi perfino l’ormai consueta possibilità di scegliere tra una modalità “Risoluzione” e una “Prestazioni”. Il titolo resta inchiodato al vecchio cap a 30 FPS che, cosa ancor più bizzarra e frustrante, tende persino a perdere colpi e a manifestare sporadici cali di frame rate ogni volta che l’azione su schermo si fa concitata, tra esplosioni, sciami di orchi e assedi caotici.
Il pacchetto rimette al centro la purezza dell’avventura per giocatore singolo
Resta davvero arduo comprendere la decisione di lasciare il motore di gioco pressoché intonso sotto questo aspetto, così come suona quantomeno singolare la scelta di rendere questa raccolta un’esclusiva per Nintendo Switch 2 senza poi sfruttarne minimamente la maggiore potenza di calcolo per garantire un’esperienza a 60 frame o perlomeno una stabilità d’acciaio.

Comunque sia, a dare manforte c’è una mole di contenuti semplicemente monumentale: la presenza di tutti i pacchetti aggiuntivi pubblicati negli anni trasforma il bundle in un colossale titolo in grado di richiedere anche un centinaio di ore, impreziosito dalle campagne narrative La Lama di Galadriel (con protagonista l’assassina elfica Eltariel) e La Desolazione di Mordor (con l’inedito approccio quasi roguelite del comandante umano Baranor).
Il titolo resta inchiodato al vecchio cap a 30 FPS
Anche di fronte a un porting un po’ pigro e confezionato a metà, che fa ben poco per svecchiare la veste visiva o elevare le prestazioni rispetto al passato, la straordinaria bontà del gameplay e il fascino magnetico della premessa tolkieniana sono più che sufficienti a far chiudere un occhio sulle mancanze tecniche, trascinando di peso il giocatore a innamorarsi di questo capolavoro ancora una volta.
Il sistema di combattimento, d’altronde, rimane uno dei vertici assoluti del genere action. L’eredità del celebre freeflow combat introdotto dalla serie Batman: Arkham viene qui rielaborata con una ferocia e una fisicità senza pari, dove ogni fendente di spada, contromossa al millisecondo ed esecuzione decapita-orchi regala una scossa d’adrenalina purissima. A fare la differenza è l’armonia letale tra le abilità fisiche da Ramingo di Talion e i poteri ultraterreni di Celebrimbor: teletrasportarsi istantaneamente tra le linee nemiche con l’Attacco dall’Ombra, scatenare raffiche spettrali, montare in corsa in groppa a feroci Caragor o Graug e marchiare a fuoco la mente dei comandanti Uruk nel pieno della mischia restituisce una sensazione di controllo tattico e potenza devastante. C’è una profondità metodica nell’analizzare i punti deboli di ogni nemico – sfruttando fobie, paure del fuoco, del veleno o delle bestie – che trasforma ogni schermaglia in una danza brutale e gratificante. Quando la lama affonda e la catena di colpi prende il giusto ritmo, il piacere pad alla mano è talmente viscerale da far passare in secondo piano ogni singolo singhiozzo dell’hardware.
Middle Earth: Shadow Bundle è disponibile su Nintendo Switch 2.
Middle Earth: Shadow Bundle
Concludendo
Tirando le somme, Middle-earth: Shadow Bundle su Nintendo Switch 2 rappresenta un’opera dalle due anime profondamente contrastanti. Da una parte ci troviamo davanti a due tra i migliori action-adventure a mondo aperto dello scorso decennio: l’incredibile impalcatura del Nemesis System, la ferocia del combat system, la ricchezza delle campagne d’assedio e una quantità monumentale di contenuti – ripuliti dalle microtransazioni e arricchiti da tutti i DLC usciti nel tempo – fanno gridare ancora oggi al miracolo ludico.
Dall’altra, è impossibile nascondere l’amarezza per un lavoro di conversione svolto col freno a mano tirato: lasciare due titoli della scorsa generazione ancorati a un tetto di 30 FPS instabili su un hardware fresco di lancio come quello di Switch 2, senza opzioni grafiche o miglioramenti tangibili, è un’occasione sprecata che lascia l’amaro in bocca. Se non avete mai vissuto la tragica epopea di Talion e Celebrimbor o sognate di dominare le gerarchie di Mordor sotto le coperte in modalità portatile, l’acquisto resta ampiamente consigliato per la straordinaria caratura dei giochi. Se invece speravate in un trattamento tecnico all’altezza della nuova generazione Nintendo, preparatevi a chiudere più di un occhio.




