Il ritorno dell’amato Leon Kennedy… e non solo!
Ebbene sì, esattamente il 27 febbraio 2026, Capcom ci delizierà con Resident Evil Requiem: una vera e propria nuova era del survival horror della leggendaria serie che ha conquistato i cuori di milioni di appassionati. E forse non è un caso che il gioco si trovi già nella wishlist di ben 4 milioni di videogiocatori, tenendo in considerazione solo i vari store digitali (PlayStation Store, Xbox Store e Steam).
Numeri da capogiro, segno che gli appassionati non vedevano l’ora di tornare a snocciolare la serie main, a maggior ragione sapendo che in requiem si ritornerà, nientepopodimeno, a Raccoon City (lì, dove tutto era iniziato). Non ve lo nascondo, questo aspetto mi ha entusiasmato fin dall’annuncio e, non ditelo a nessuno, non vedo l’ora di ricalpestare la terra di quella città.

Trent’anni dopo la devastazione di Raccoon City…
La storia di Requiem è ambientata 8 anni dopo gli eventi di Resident Evil Village, con protagonista Ethan Winters, e tre decadi dopo la distruzione missilistica di Raccoon City. Siamo dunque nel 2028: in un hotel abbandonato viene ritrovato un cadavere, l’ultimo di una serie di misteriosi decessi avvenuti negli Stati Uniti.
Questo intrigato caso viene assegnato a Grace Ashcroft, un’abile analista dei servizi segreti dell’FBI, la cui madre otto anni prima venne assassinata nello stesso posto. La madre di Grace è Alyssa Ashcroft, una reporter investigativa che ha lavorato per alcuni anni proprio a Raccoon City (è una dei protagonisti di Resident Evil Outbreak).
Tuttavia, quando scopre un agente di polizia in servizio all’hotel, anche il veterano Leon S. Kennedy viene inviato sul posto. Da questo momento, i destini di Grace e Leon si uniranno e dovranno affrontare il passato, scoprendo la verità dietro l’incidente di Raccoon City che ha cambiato totalmente le sorti del mondo.



Leon S. Kennedy e Grace Ashcroft
Il tempo passa, Leon ora ha 51 anni ma, diciamocelo francamente, non ha perso minimamente il suo smalto… anzi. Il senso di giustizia del nostro eroe (che è tornato da non molto tempo nel remake di Resident Evil 4) gli ha permesso di affrontare molteplici epidemie e ostacoli da quel fatidico giorno in cui la sua carriera di agente di polizia è andata in malora. Ora è un agente DSO esperto nella lotta al bioterrorismo: è tornato per indagare sulla recente serie di decessi nel Midwest.
Tra l’altro, Leon può brandire una varietà di armi ed eseguire manovre di combattimento ravvicinato con la nuovissima ascia. Si potranno perfezionare le abilità di Leon calcolando i tempi delle mosse per parare gli attacchi nemici e ribaltare la situazione attaccando con una motosega sottratta a un nemico. Senza dimenticare le esaltanti mosse finali per dare il colpo di grazia.

Durante le indagini, si ritroverà a salvare Grace Ashcroft, un membro dell’intelligence dell’FBI che ha dalla sua abilità deduttive non indifferenti e una grande capacità di concentrazione. È una persona introversa che si rifugia completamente nel suo lavoro: infatti, si reca da sola all’hotel abbandonato per investigare sulla morte misteriosa di cui vi parlavo poc’anzi.
Grace, nel manicomio invaso dagli zombi, dovrà decidere con grande lucidità quali nemici combattere e quali evitare. Le risorse limitate e la capacità di carico ci obbligheranno a prendere decisioni cruciali che possono significare la vita o la morte.
Acquisendo un dispositivo speciale, Grace potrà creare oggetti essenziali utilizzando il sangue infetto, sbloccando così la possibilità di diversificare le strategie di attacco. Il revolver d’assalto Requiem, un omaggio speciale al nome del gioco, è un’arma personalizzata che vanta un potere immenso e che probabilmente sarà la nostra ultima risorsa per sopravvivere.

Prima o terza persona?
Diversi appassionati non hanno mai gradito la prima persona dei due precedenti Resident Evil (della timeline principale). Ragion per cui, già da Resident Evil Village (versione Gold), Capcom decise di introdurre due prospettive per accontentare tutti. Una scelta che reputo assai saggia, adatta al proprio stile di gioco.


E il gameplay?
Il più classico della serie: combattimento, esplorazione, gestione delle risorse ed enigmi. La quintessenza survival horror della serie è rimasta intatta. Ci ritroveremo dunque in un mix di survival horror e azione, in cui utilizzeremo i due protagonisti e vivremo le vicende in un “doppio scenario”.
In altri termini, Capcom ha scisso l’esperienza in due parti: la prima con Grace Ashcroft, in un survival horror più “autentico”, ricco di tensione, con poche risorse e costellato da momenti in cui saremo più vulnerabili. E la seconda nei panni di Leon, in cui saremo più votati all’azione, al dinamismo e al tatticismo che identificano questo eroe veterano.
Ordunque, questa alternanza di gameplay potrebbe accontentare una platea più ampia di videogiocatori, intervallando momenti frenetici a quelli di sopravvivenza nuda e cruda.

Una nuova minaccia: chi è Victor Gideon?
Sappiate che si tratta di un ricercatore e, a quanto pare, del villain di Resident Evil Requiem. Non vi dirò nulla di lui, soprattutto qualora abbiate evitato spoiler, ma sappiate che Gideon vuole servirsi dell’operazione “Elpis” (un misteriosa malattia) e per metterla a segno ha bisogno proprio di Grace. E non a caso, quest’uomo mutato dal virus aveva legami con l’Umbrella Corporation.

Il Resident Evil Showcase ci svela nuovi dettagli
Come abbiamo già intuito in precedenza, entrambi i protagonisti saranno giocabili in prima persona per un’immersione più profonda e in terza persona per un’azione più dinamica, con la possibilità di passare da una prospettiva all’altra in qualsiasi momento durante il gioco. Durante l’ultimo showcase, tuttavia, sono emerse nuove succose informazioni:
- Zombie: gli zombie in questo gioco hanno perso la ragione, ma alcuni sembrano fissati con le azioni che compivano prima di morire. Uno chef ossessionato dalla cucina, un cantante che continua a cantare, un custode che lucida specchi senza sosta. Riusciremo a sfruttare i loro comportamenti per superarli in astuzia?
- Elpis: la parola chiave che collega tutto: la morte della madre di Grace, Alyssa Ashcroft; il passato di Grace; e la storia legata a Leon. Sta a noi, giocatori, svelare il mistero che porta alla verità dietro gli eventi descritti in Resident Evil Requiem.
- Difficoltà: i giocatori possono scegliere tra diversi livelli di difficoltà per vivere esperienze horror e d’azione. Il livello Casual offre assistenza nella mira, oltre a una maggiore tolleranza in termini di salute del giocatore e resistenza dei nemici. Il livello Standard Classic aumenta la tensione, richiedendo nastri d’inchiostro per ogni salvataggio quando si gioca nei panni di Grace e imponendo una strategia non solo nella gestione delle risorse, ma anche nella scelta del momento giusto per salvare.

Resident Evil Requiem godrà anche di collaborazioni esclusive, tra cui la storica azienda orologiera Hamilton, che ha progettato due orologi che riproducono quelli indossati da Leon e Grace nel gioco. Pensate che il Khaki Field Auto Chrono (Leon) e il Pan Europ Automatic (Grace) saranno in vendita a partire da venerdì 27 febbraio, lo stesso giorno del lancio di Resident Evil Requiem e disponibili in edizione limitata in soli 2.000 esemplari in tutto il mondo.
Per non parlare della collaborazione con Porsche: è stata creata una Porsche Cayenne Turbo GT unica nel suo genere con una complessa tecnologia di stampa 3D, personalizzando perfettamente il veicolo per adattarlo al mondo distintamente oscuro del gioco. Progettato intorno ai temi centrali delle prestazioni e della sopravvivenza, questo SUV personalizzato appare nel gioco come il veicolo di Leon: un mezzo leggendario per un personaggio leggendario.

Inoltre saranno lanciate le statuine scala 1/6 di Grace e Leon disponibili per l’acquisto in autunno, con varie opzioni di esposizione come pezzi singoli o combinati in un set. Queste riproduzioni si abbinano anche a quelle prodotte per le precedenti Collector’s Edition.
Resident Evil Requiem è un titolo ambizioso, che sembra distaccarsi dalle ambientazioni un po’ folk/gotiche horror segnate dai due precedenti capitoli, per ritornare sullo stile dei primi ambiziosi capitoli. Senza mezzi termini, le premesse sembrano delle migliori: dal canto mio, tornare lì dove tutto è cominciato, beh, non fa che aumentare quella nostalgia che risiede in noi “antichi” videogiocatori.
C’è attesa? Sì, molta. E probabilmente avremo modo di riparlarvene sulle pagine di Nerd Bros Blog. Pronti a tornare nella città del disastro e della disperazione?

