The Walking Dead: Streets of Survival

The Walking Dead: Streets of Survival, una sopravvivenza con dei limiti – Recensione

La battaglia con i salvatori in un beat ‘em up interessante ma un po‘ spoglio di dettagli

The Walking Dead: Streets of Survival non è certo l’unico “Tie-in” videoludico su cui abbiamo messo le mani in questi anni: ci basti pensare all’intero filone narrativo di Telltale e ai dimenticabili Destinies e Survival Instinct (ma per quest’ultimo parliamo addirittura del 2012). Il franchise ha riscosso un successo (forse) inaspettato, anche grazie alla serie TV ispirata al fumetto di Robert Kirkman che ha, in un certo senso, ridefinito il genere dei survival horror.

Infatti, The Walking Dead non punta alla sopravvivenza nel senso stretto del termine, ma narra storie, ci fa vedere il mutamento caratteriale delle persone dinnanzi a situazioni pandemiche. Dunque l’apocalisse zombi gioca un ruolo di contorno nella ricostruzione di un’intera civiltà: quel che conta sono i rapporti umani, gli inganni, gli intrighi politici e l’opportunismo (e in The Walking Dead si respira in ogni vicolo).

E The Walking Dead: Streets of Survival ci riporta in un arco narrativo importante nelle vicende, subito dopo un evento che ha scosso profondamente le vite di Rick Grimes, di Michonne e di Daryl: citati non a caso dato che sono i protagonisti di questa produzione. Ora la domanda sorge spontanea: cosa possiamo aspettarci da Streets of Survival? Un picchiaduro a scorrimento in cui rivivremo una parte dell’ottava stagione (se la memoria non ci inganna) in una campagna reimmaginata, in cui dovremo far saltare le teste a orde di zombi e abbattere ogni singola minaccia proveniente dal “Santuario”.

Nonostante le buone premesse, e un uso a volte discreto degli zombi all’interno dei conflitti, The Walking Dead: Streets of Survival poteva comunque mettere più carne a fuoco e approfondire maggiormente alcuni aspetti per renderli più affini con la serie tv.


Tra “colpi melee” e armi da fuoco

The Walking Dead: Streets of Survival è un beat ‘em up e come tale, almeno di base, deve offrire ondate di nemici da abbattere a mani nude, o con qualche arma bianca con risultati ancora più efficaci. E fin qui ci siamo: Streets of Survival confeziona un’esperienza linearissima (senza alcun tipo di bivio) in cui saremo chiamati a scegliere uno tra i tre protagonisti in circa 10 livelli. Ovviamente la scelta (almeno nella prima partita) è limitata alla narrativa, ovvero agli eventi che ne conseguono: è impensabile affrontare la boss battle finale con Negan con un personaggio diverso da Rick.

Data d’uscita: 18/09/2026
Piattaforma: PS5, Xbox Series, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC
Versione recensita: PS5
Sviluppatore: Odaclick Game Studio
Publisher: Trailmark Games

La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Renaissance PR e Trailmark Games che ringraziamo per il supporto.

Del resto, proseguire con l’avventura risulterà molto semplice e non occorrerà portare a termine incarichi complessi per giungere ai titoli di coda. Partiamo dalle basi ordunque: una volta aver selezionato il grado di sfida (per un totale di 4) verremo proiettati in quello che si conferma essere un tutorial con un Rick Grimes parecchio adirato. Potremo spostarci avanti e indietro, esaminare l’ambiente per scovare oggetti interessanti (come armi o medikit), correre ed eseguire una schivata in rotolata e, neanche a dirlo, picchiare come un fabbro.

Rick potrà concatenare una combo semplice fatta di pugni, oppure escogitare una variante con cui colpire dal basso con la sua magnum eseguendo una mossa finale (e il calcio di una pistola fa male in testa). E a proposito di questo, in qualsiasi momento si può puntare la pistola e fare fuoco, fermandosi per un istante e mirando al malcapitato di turno. Dimenticate dunque la possibilità di sparare in corsa contro gli zombi ed eseguire spallate per farne barcollare qualcuno: The Walking Dead: Streets of Survival ci offre un gameplay piuttosto basico in cui sono così evidenti alcuni limiti della produzione.

Il nostro personaggio, oltre alla capriola, può fregiarsi del “calcio frantumante”, un attacco pesante in grado di rompere la corazza di alcuni cattivoni che permette anche di arrecare un danno incrementato. Entrambe le abilità richiedono tempo per ricaricarsi, ma successivamente si potenzieranno grazie all’albero delle abilità. Quest’ultimo è diviso per nodi che rappresentano una competenza che un personaggio può apprendere: il primo upgrade di cui disporremo è l’adrenalina, utile per scatenare potenti assalti frantuma zombi (e non).

Acquistare un nodo è di per sé molto semplice: occorrerà spendere punti esperienza rilasciati da determinati cattivoni e usare alcuni materiali, identificati in gioco con la lettera del personaggio. È un sistema di upgrade molto elementare, in cui occorrerà rigiocare più e più volte i livelli già affrontati per potersi potenziare al massimo.

Un aspetto completamente bistrattato, e che riteniamo importante in The Walking Dead, è la parata (parry). In nessuna occasione è possibile parare il colpo dell’avversario, al massimo si può allontanare uno zombi che ci ha afferrato premendo velocemente un tasto, né effettuare un parry perfetto per ottenere bonus in attacco. L’unica arma nel nostro arsenale è la rotolata al fine di evitare un attacco o un morso di troppo.


Il gameplay non è così innovativo

Diciamoci la verità: per quanto si lasci giocare, The Walking Dead: Streets of Survival è un gioco troppo lineare e che presenta parecchia “legnosità”, non solo nei movimenti dei personaggi (che sono piuttosto lenti) ma anche nel dinamismo nell’azione. Quando si combatte non ci si sente così appagati e gli impatti si dimostrano non sempre convincenti: Michonne, ad esempio, effettua dei fendenti poco simili alla controparte televisiva, senza contare che non potrà mai piazzare dei colpi alla testa per mettere a nanna gli implacabili vaganti.

Non implementare il colpo la testa significa non puntare su un aspetto chiave del franchise, senza contare uno stealth praticamente assente per far fuori gli avversari silenziosamente, non che ne servisse uno chissà quanto complicato in un picchiaduro a scorrimento. Questo è un vero peccato, considerando anche la curva di apprendimento punitiva alle difficoltà più elevate.

Altro aspetto che non ci ha convinto è il respawn di uno zombi all’apparenza invincibile: in un determinato livello, lo stesso ricompariva in punti ben delineati anche qualora lo avessimo palesemente seminato. Questo non è possibile, a meno che non fosse dotato di un’abilità di teletrasporto, cosa ampiamente impossibile anche nell’universo creato da Robert Kirkman. Ragion per cui sono così palesi i limiti tecnici di The Walking Dead: Streets of Survival che, tuttavia, si lascia giocare nelle sue 2/3 ore per raggiungere i titoli di coda.

A parte questo, i quattro protagonisti (giusto, Negan si aggiungerà al roster dopo aver completato l’avventura) sono stati ben caratterizzati nella loro grafica in Pixel Art, anche se poteva essere fatto uno sforzo in più a livello di character design dei protagonisti e degli stessi oppositori. Negan poi ci è piaciuto, soprattutto per la sua proverbiare inclinazione all’indietro come sbeffeggiativo, anche se risulta più potente rispetto agli altri grazie alla sua infallibile Lucille (la mazza da baseball spinata).

The Walking Dead: Streets of Survival è disponibile per PS5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2 e PC.


The Walking Dead: Streets of Survival

Antonio Armento

Grafica
60%
Coinvolgimento
58%
Giocabilità
65%
Innovazione
57%

Concludendo

The Walking Dead: Streets of Survival è un’esperienza molto semplice in cui il picchiaduro a scorrimento si fonde con la famosa serie TV. Le idee messe in scena, tra cui l’utilizzo degli zombi che vanno a rompere le scatole anche ai vari villain, ci sono piaciute ma non sono state implementate nel modo giusto risultando, ahinoi, come una piccola occasione mancata.

L’esperienza è molto breve e non può essere affrontata a due giocatori per delle scelte narrative: anche se in un beat ‘em up risulta sempre una lama a doppio taglio (del resto, in the Walking Dead si fa spesso team-up).

A essere onesti, The Walking Dead: Streets of Survival non è un titolo brutto da giocare: è solo troppo scarno, privo di una forte rigiocabilità e con idee che potevano (e dovevano) essere sviluppate meglio. In ogni caso, un giro di giostra lo si può anche fare, a patto di scendere a compromessi con una formula atipica che non offre praticamente nulla di nuovo al genere.

60%

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