Un mondo fluttuante che ti trasporta come una piuma al vento.
Ogni tanto, qui sulle pagine di Nerd Bros, ci piace andare alla scoperta di qualche produzione indipendente, che è altresì capace di regalare un’esperienza inedita e dai tratti interessanti. E questo è il caso di Mesoké, un’avventura poetica che ci farà diventare così leggeri da farci planare attraverso mondi interiori realizzati con una vena artistica decisamente marcata.
Non ci sono tutorial, né meccaniche assurde da seguire: Mesoké ci lascia a mezz’aria, ci fa rigenerare e ci accompagna in una tranquilla esplorazione tra emozioni, memorie e una ricostruzione del nostro io. C’è poesia, questo è vero, dei versi artistici in cui non servono parole ma solo un controller e un momento da dedicare a questo interessante esperimento ludico.
Diciamocelo fin da subito: l’avventura di Mystik’Art non è di certo per tutti, è un’esperienza sensoriale che si serve del medium ludico per offrire una certa pace interiore. Infatti si tratta di una produzione minimalista e che è rivolta principalmente a chi vuole farsi trasportare dal vento, piuttosto che a coloro che cercano una sfida ludica non indifferente.
Se dovessimo fare un paragone, quest’esperienza ci ha ricordato un titolo di molti anni fa per iPhone di nome Glyder, un’esperienza di volo in cui dovevamo raccogliere degli appositi cristalli. La memoria è un po’ offuscata, ma questa produzione ci ha riportato indietro nel tempo, mostrando altresì una propria anima creativa che è giusto riconoscerle.

Hai mai desiderato volare?
In Mesoké vestiremo i panni dell’omonima protagonista, una donna in meditazione che spiccherà il volo tramite la meditazione ed entrerà in un universo fluttuante caratterizzato da paesaggi dimenticati, da pianure verdeggianti a montagne innevate. Per volare, saremo aggrappati a un aquilone con cui ci faremo trasportare dal vento, sfruttando anche diverse correnti ascensionali che ci consentiranno di riprendere quota.
Mentre ci libreremo in questi mondi, potremo raccogliere alcuni cristalli per avere accesso a nuovi e interessanti portali. Riuscire a librarsi in aria non sarà semplicissimo ed effettuare alcune manovre a volte risulterà piuttosto ostico. Questo perché il sistema di movimento è basato sulla fisica e bisognerà “recuperare terreno” in più di una circostanza, senza contare che più ci avvicineremo ai vari pericoli e più energia vitale potremo accumulare per spostarci con maggiore fluidità.

Mesoké non è un videogioco facile da descrivere poiché si tratta di un’esperienza sensoriale che non offre molto sul lato gameplay. Per tutta l’avventura ci si muoverà soltanto con lo stick analogico per orientarsi nelle varie direzioni e non sono contemplati potenziamenti di vario genere o l’acquisizione di nuove abilità. Il videogioco di Mystik’art non vuole offrire questo al giocatore, semplicemente trasmettere una “narrazione” che non ha bisogno di parole, attraverso spazi aperti, suoni, luci e una colonna sonora rilassante e dai tratti malinconici.
Bisogna anche dire che dopo circa una mezzoretta si avvertirà una certa ripetitività, ma siamo ben consapevoli che questo volo vuole solo garantire pace e tranquillità al giocatore. Dal punto di vista tecnico bisogna lavorare su degli aspetti: Mesoké ha bisogno di alcuni aggiustamenti per quel che concerne la stabilità generale e l’ottimizzazione su PC. Serve anche l’implementazione del v-sync, gradevolissima aggiunta a volte fondamentale per i monitor a 60hz.

Mesoké è “un’esperienza di volo” che mette in essere tre elementi fondamentali: planare, esplorare e raccogliere i cristalli. E forse non ha bisogno di altro, a parte qualche altra colonna sonora e un “rafforzamento” per quel che concerne il lato tecnico.
La domanda sorge spontanea: quest’opera a chi è rivolta? A coloro che vogliono lasciarsi trasportare, esplorare senza mappe e viaggiare in fantastici mondi per il puro gusto di farlo.
Per scoprire di più di questo viaggio interiore tra cielo e memoria, qui potete dare una sbirciata alla pagina ufficiale su Steam. Pronti a essere leggeri come aquiloni?

