La famosa serie R-Type dimostra di essere ancora troppo hard-core, per il bene degli appassionati.
R-Type Dimensions III conferma una qualità che possedevano i videogiochi nella fine degli anni ’80 e all’inizio dei ’90, ovvero quella di offrire al giocatore un’esperienza di “scrolling shooter” appagante ed estremamente difficile. E per noi giocatori della vecchia guardia, queste esperienze erano all’ordine del giorno: morire ripetutamente e ricominciare dall’inizio, senza checkpoint o punti di salvataggio, era una vera e propria consuetudine.
E R-Type è sempre stato un gioco brutale, uno di quelli che non lascia scampo, un esponente così difficile da farti lanciare il controller fuori dalla finestra dalla frustrazione. E lo sanno perfettamente i più vetusti, coloro che hanno passato interi pomeriggi sul videogioco arcade Gradius (fuori dal Giappone conosciuto come Nemesis) che a oggi è possibile recuperare anche sulle console più moderne.
R-Type combina quello che di buono è stato fatto con Gradius, infondendo al tempo stesso un po’ di fantascienza alla Aliens, condita altresì con un mix delle opere di H.R. Giger. E quindi, quando ho visto l’annuncio da parte di ININ di questo nuovo capitolo re-immaginato, in me è nata la curiosità e la voglia di riprovare quel contatto speciale, quello in cui i titoli come Dark Souls risultano essere una passeggiata di salute rispetto a R-Type Dimensions III.

Il motivo è semplicissimo e lo avrete senz’altro intuito: in R-Type Dimensions III la morte è sempre dietro l’angolo, inseguita da quel proiettile “infame” che pensavamo di aver schivato ma che ci ha fatto saltare miseramente in aria, dietro qualche parolaccia (qui è dovuto) sparata di troppo. Questo è un male? Dipende dai punti di vista. Da un lato ci sono i giocatori hard-core, quelli che vogliono una sfida al cardiopalma e desiderano imparare tutti i pattern dei vari cattivoni, dall’altro i “giocatori della domenica”, coloro che dovrebbero stare alla larga dinnanzi le morti precoci di R-Type Dimensions III, a meno che non decidano di rifugiarsi miseramente dietro la modalità dalle vite infinite, mandando in malora il sadismo (positivo eh?) imposto dagli sviluppatori di questo ritorno.
Brutale e fin troppo punitivo!
In una galassia lontana lontana… no questa era un’altra storia. Ricominciamo. In un lontano futuro, l’umanità deve affrontare una minaccia: l’impero Bydo, una misteriosa (e alquanto spaventosa) forma di vita bio-meccanica che può corrompere e assorbire qualsiasi cosa in cui entri in contatto. Dopo numerosissime guerre e crisi che hanno portato alla quasi estinzione umana, il Bydo ritorna imperterrito, più forte e più aggressivo che mai. Quello che dovremo fare è salire sulla nostra astronave da guerra, la R-90 Ragnarok, e distruggere una volta per tutte (sarà vero?) ogni cattivone spaziale.
Come piloti tutti d’un pezzo, almeno su carta, ci accorgeremo che penetrare nelle profondità del territorio nemico non sarà facile come bere un bicchier d’acqua, figuratevi poi a distruggere il cuore dell’impero: lì il boss finale vi farà rimpiangere di non esservi arresi dinnanzi alla sua supremazia.
Informazioni sul gioco
R-Type Dimensions III
Data d’uscita: 18/05/2026
Piattaforma: PS5, Xbox Series, Switch 2, Switch, PC
Versione recensita: Nintendo Switch 2
Sviluppatore: KRITZELKRATZ 3000
Publisher: ININ
La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da ININ e PR Hound che ringraziamo per il supporto.

Scherzi a parte, R-Type Dimensions III si conferma come un videogioco veramente ostico, complicato e non adatto a chi non ha la volontà di migliorarsi nella precisione, nel tempismo e memorizzare ogni singolo movimento nemico. La sfida nelle sei aree che affronterete, tra cui laboratori biologici pieni di creature mutanti e grotte di metallo pregne di forma di vita, vi metterà sempre il sale sulla coda e non vi lascerà scampo.
È così palese come questa esperienza sia stata pensata a un pubblico di nicchia, una cerchia di giocatori che troveranno pane per i lori denti affilati. Tutti gli altri sentiranno una difficoltà troppo, troppo punitiva, e perdere vite ripetutamente e al tempo stesso iniziare nuovamente dall’inizio del livello vedendo a schermo la scritta Game Over, beh, non è proprio incoraggiante. E nemmeno la modalità a due giocatori potrebbe rendere le cose più semplici: infatti, su schermo si creerà una bella baruffa che vi farà perdere di mira la vostra astronave speciale.

Tuttavia il nostro unico jolly risiede nella modalità infinita in cui potremo avere a disposizioni navi illimitate (le vite infinite) e immergervi in un gameplay senza fine: in parole povere, non importa quante volte ci distruggeranno, risorgeremo sempre dalle nostre ceneri. L’aspetto negativo è che i punteggi non verranno registrati e non potremo metterci in mostra e fare gli “spacconi” con gli altri giocatori online, senza contare che non si potranno ottenere trofei o altri obiettivi.
Un gameplay difficile da padroneggiare
Sostanzialmente R-Type Dimensions III è uno sparatutto a scorrimento orizzontale in cui dovremo ripulire le varie aree, schivando ogni colpo o raggio laser che ci viene scagliato contro. All’inizio dell’avventura potremo optare per uno di tre attacchi Force che ci garantiranno degli attacchi combinati niente male, come lo sparo in cinque direzioni simultaneamente o una barriera che distrugge tutto ciò che tocca. Inoltre, l’unità che sceglieremo potrà anche muoversi autonomamente, per permetterci di avere una possibilità di fuga in una tempesta di attacchi.
Padroneggiare tutte le abilità e sfruttare i vari power up presenti nel livello risulterà fondamentale, quindi cercate di memorizzare quanto più possibile il mondo circostante. La pazienza è una virtù, e su R-Type Dimensions III diventerà ancora più decisiva, a maggior ragione quando dovrete scontrarvi con certe hitbox che non risulteranno sempre molto precise.

Il lato grafico del gioco è stato ben realizzato: una grafica 3D d’effetto e che non snatura la natura bidimensionale delle vecchie iterazioni. In qualsiasi momento potremo anche passare dalla nuova grafica a una retrò grazie a una transizione fluida che non interrompe minimamente l’azione.
Siamo d’accordo che mantenere un gameplay fedele all’originale possa essere evocativo per i nostalgici, ma nel 2026 un remake non dovrebbe essere 1:1 con il passato e, al tempo stesso, garantire maggior freschezza ludica, magari implementando anche qualche funzionalità che riesca a far avvicinare i giocatori meno esperti. Uno sparatutto arcade su binari non deve premiare solo la perseveranza del giocatore, ma anche l’abilità e il senso di controllo dell’astronave. Insomma, mi è sembrato che mancasse qualcosa e che R-Type Dimensions III non sia proprio perfetto per i tempi moderni (avrei implementato anche una modalità con checkpoint e salvataggio rapido).

Anche il prezzo di lancio non mi è sembrato dei più permissivi (34,99 €), considerando che non sono presenti extra da sbloccare, nessuna modalità museo o documenti extra (magari tratti dai tempi che furono).
Ho giocato R-Type Dimensions III su Nintendo Switch 2 e devo dire che in portabilità ha davvero il suo fascino, anche se a volte mi sono scontrato con dei microscatti che non hanno comunque compromesso la fruizione del gioco.
R-Type Dimensions III è disponibile su console PlayStation, Xbox, Switch 2, Switch e PC.
R-Type Dimensions III
Concludendo
R-Type Dimensions III è uno sparatutto evocativo che ricalca la spietatezza di un tempo in toto. Il giocatore è chiamato a memorizzare bene qualsiasi movimento e avere una pazienza sconfinata per raggiungere i titoli di coda senza aiuti di vite infinite: se vi piace finire in aria ripetutamente ma godere del momento in cui trionferete, allora questa produzione potrebbe fare al caso vostro.

