Un gigante smemorato che picchia come un fabbro.
Nonostante un titolo chilometrico e poco invitante, Goldilock One: The Mists of Jakaira è uno di quei giochi in cui ci si imbatte quasi per caso e che, nel bene e nel male, riescono a catturare l’attenzione. Il progetto, sviluppato dal team indie Shed of Ideas e disponibile in accesso anticipato dal 3 febbraio, si presenta come un action hack ’n’ slash dalle ambizioni piuttosto chiare, ma anche con un’identità che cerca di emergere in mezzo a suggestioni fantasy e sci-fi.
L’incipit è tanto classico quanto funzionale: vestiamo i panni di Urian, un gigante esiliato su un pianeta-prigione chiamato Nebegarde, un luogo dove vengono confinati i “cattivi” dell’universo di gioco. Nebegarde non è però il solito inferno fantasy: è un mondo gelido, ostile, ispirato nel suo design al folklore brasiliano, con una direzione artistica che mescola miti, gelo perenne e una tecnologia sorprendentemente avanzata. Come spesso accade in questi casi, anche il nostro protagonista è afflitto da amnesia, una scelta narrativa abusata ma che qui serve da pretesto per scoprire gradualmente il mondo, le sue regole e il passato di Urian stesso.

Informazioni sul gioco
Goldilock One: The Mists of Jakarta
Data d’uscita: 3 febbraio 2026 (early access)
Piattaforma: PC
Versione provata: PC
Sviluppatore: Shed of Ideas
Publisher: Shed of Ideas
La recensione è stata realizzata grazie al gentile supporto di Shed of Ideas

Uno degli aspetti più interessanti di Goldilock One è proprio questo contrasto tra epica fantasy e tecnologia decadente. Nebegarde è popolato non solo da creature ostili e mostri mutati geneticamente, ma anche da macchine improbabili, residui di un progresso che sembra aver perso ogni scopo se non quello di sopravvivere o distruggere. Il risultato è un immaginario che si discosta dal fantasy “puro” e prova a raccontare un mondo spezzato, dove la forza bruta di un gigante deve confrontarsi con minacce che richiedono anche attenzione, tempismo e capacità di adattamento. Il gameplay alterna infatti momenti di hack ’n’ slash contro gruppi numerosi di nemici a scontri più ragionati, quasi tattici, contro avversari singoli o particolarmente pericolosi, nei quali la sopravvivenza conta quanto il danno inflitto.
Il nostro protagonista è afflitto da amnesia
Dal punto di vista del combattimento, Goldilock One offre al giocatore due stili principali per sviluppare Urian: da una parte Guanto e Scudo, più difensivo e controllato, dall’altra la classica Ascia a due mani, pensata per chi preferisce un approccio aggressivo e devastante. A questo si aggiunge la possibilità di sperimentare ulteriori stili di combattimento prendendo il controllo di alcuni PNG sbloccabili, una scelta interessante che potrebbe, col tempo, ampliare notevolmente la varietà dell’esperienza. Al momento, però, il sistema di combattimento è anche l’aspetto che convince meno. Le sensazioni pad alla mano sono discrete, ma difficilmente memorabili: il feeling è piuttosto derivativo, con un costante senso di déjà vu e una ripetitività che emerge già dopo alcune ore di gioco. Le animazioni e il ritmo degli scontri funzionano, ma non riescono ancora a distinguersi davvero all’interno di un genere estremamente affollato.



Dal punto di vista visivo, Goldilock One: The Mists of Jakaira mostra una direzione artistica più solida di quanto ci si potrebbe aspettare da un progetto in accesso anticipato. Il mondo di Nebegarde è ricco di dettagli, stratificato e credibile nella sua identità di pianeta-prigione gelido e ostile, e trasmette bene quel senso di isolamento e decadenza che permea l’esperienza. I modelli dei personaggi, incluso il massiccio Urian, sono ben realizzati e leggibili, mentre lo stile in cel shading dona al gioco un look coerente e pulito, senza però far gridare al miracolo tecnico. Le animazioni, soprattutto in combattimento e durante le interazioni, risultano talvolta un po’ grezze e rigide, segno evidente di un progetto ancora in fase di rifinitura, ma nulla che comprometta seriamente l’immersione. Il comparto grafico fa il suo dovere e, considerando le dimensioni del team, risulta assolutamente adeguato.
Le sensazioni pad alla mano sono discrete, ma difficilmente memorabili
A rafforzare il senso di progressione e sopravvivenza c’è anche il sistema di raccolta e saccheggio delle risorse, disseminate per l’intero mondo di gioco. Esplorando Nebegarde è possibile ottenere materiali che vengono poi utilizzati in ricette di creazione, spesso completabili o potenziabili con l’aiuto dei PNG incontrati lungo il cammino. Se gestite con attenzione, queste creazioni possono offrire vantaggi concreti durante il viaggio, permettendo di preparare pozioni curative, cibo con bonus temporanei e persino nuovo equipaggiamento. Non si tratta di un crafting particolarmente rivoluzionario, ma è integrato in modo funzionale all’esperienza e contribuisce a rendere l’esplorazione più gratificante, aggiungendo un ulteriore livello di preparazione e strategia tra uno scontro e l’altro.



Detto questo, è fondamentale ricordare che Goldilock One: The Mists of Jakaira è un gioco in Early Access, e come tale va giudicato. Molte meccaniche sono chiaramente work in progress, e lo stesso team di Shed of Ideas ha dichiarato apertamente sulla pagina Steam che lo sviluppo del gioco procederà anche — e soprattutto — grazie al feedback della community. Questo si percepisce chiaramente: ci sono buone idee, un mondo intrigante e una base solida, ma anche la sensazione che il progetto non abbia ancora trovato la sua forma definitiva. Se il team riuscirà a rendere il combat system più profondo, vario e identitario, Goldilock One potrebbe trasformarsi in qualcosa di più di un semplice action competente.
Per ora, l’anteprima restituisce l’immagine di un titolo promettente ma acerbo, che punta forte su atmosfera e worldbuilding e che chiede al giocatore una certa indulgenza nei confronti dei suoi limiti attuali. Nebegarde è un mondo che incuriosisce, Urian è un protagonista che ha ancora molto da raccontare, e l’idea di un pianeta-prigione tecnologico ispirato al folklore brasiliano è abbastanza originale da meritare attenzione. Resta da vedere se, nel corso dell’accesso anticipato, Goldilock One riuscirà a limare le sue asperità e a trovare una voce più riconoscibile nel panorama degli action RPG indie.

