Gecko Gods

Gecko Gods, un piccolo sauro in cerca di avventura – Recensione

Un cozy-puzzle che ci farà capire cosa significa essere un geco curioso.

Gecko Gods è uno di quei titoli realizzati con tanto amore e che, al tempo stesso, ti permettono di entrare in una realtà che avevamo sempre ignorato. Se ci pensate: quante volte ci è capitato di osservare questi piccoli furbetti (gechi) che sgattaiolano tra un vaso e l’altro del terrazzo alla ricerca di piccoli insetti? Qui dalle mie parti succede più volte del previsto. Pensate che la cultura popolare ci suggerisce che trovare un geco nella nostra casa sia di buon auspicio: quindi, se ne trovate uno, fatelo uscire dalla finestra e ve ne sarà grato.

Anche perché, magari, si ritroverà a vivere un’avventura come quella del nostro piccolo amico in Gecko Gods, un’esperienza a enigmi in cui potremo attraversare rovine assolate e svelare alcuni arcani di un’antica civiltà. Lo ammetto: quando noto qualche indie che stuzzica il mio appetito videoludico, non riesco a resistere dal non provarlo e capire fin dove si sono spinti gli sviluppatori per confezionare un videogioco che sia diverso da tutti gli altri.

Mi piace chi osa, chi prova a sperimentare e soprattutto chi crea un’esperienza in un contesto che non immaginavamo affatto: ambientare un geco nei resti di un’antica civiltà e, al tempo stesso, fagli risolvere degli enigmi è pressocché geniale. Poi, se a questo ci mettete anche una barchetta con cui muoversi in libertà tra le varie isole (in stile The Legend of Zelda: The Wind Waker), allora il piatto è decisamente servito.

Gecko Gods è un videogioco rilassante e i vari enigmi ambientali non metteranno mai veramente in difficoltà. Forse potrebbe risultare un po’ ripetitivo? Sì, può darsi, ma le 4/5 ore che serviranno ad arrivare ai titoli di coda vi intratterranno nel giusto modo, anche grazie a una suggestiva colonna sonora.


Un geco che arriva alle vecchie rovine

Il nostro piccolo amico conduce una vita spensierata insieme ai suoi simili, alla ricerca di qualche insetto con cui nutrirsi (anche zanzare, per la felicità di noi umani) e godendosi del meritato riposo adagiato su una grossa roccia. Ma un bel giorno, mentre stava inseguendo una farfalla, cadde da un ramo e finì in acqua. Per fortuna, un tronco venne in suo aiuto e navigò per molti giorni, fino ad approdare su un’isola misteriosa con tante rovine tutte da scoprire. E ovviamente, da qui inizia il nostro viaggio straordinario.

Una trama molto semplice e raccontata con un’animazione decisamente colorata, come se fosse un libro illustrato per i più piccoli. E arrivati in questo nuovo posto, ricco di misteri da risolvere, il geco tirerà fuori più del semplice istinto di sopravvivenza dato che potrà interagire con diversi meccanismi misteriosi che gli permetteranno di aprire cancelli e far scorrere le acque per farsi largo in un passaggio angusto (un po’ sulla falsa riga di Tomb Raider).

Gecko Gods
Data d’uscita: 25/06/2026 (Switch 2)
Piattaforma: PC, PS5, Switch, Switch 2
Versione recensita: Nintendo Switch 2
Sviluppatore: Inresin
Publisher: Super Rare Originals

La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Super Rare Games che ringraziamo per il supporto.

Il sauro potrà ovviamente muoversi con le sue zampine, arrampicarsi su ogni tipo di superficie (anche i soffitti), scattare per abbattere diversi cattivoni e papparsi una svariata quantità di insetti che verranno catalogati come collezionabili. L’obiettivo messo in essere dagli sviluppatori non era quello di complicare la vita del giocatore, ma di consegnargli un’esperienza in cui poter risolvere alcuni grattacapi ambientali in dungeon che ricordano quelli di The Legend of Zelda (ma non aspettatevi la stessa profondità).

Ad esempio, saremo chiamati a ruotare degli specchi per attivare un meccanismo in grado di liberare un passaggio o trovare la giusta combinazione per sbloccare una serratura antichissima. Ma non pensiate di poterlo fare con le zampine, nossignore, il geco farà tutto con la sua bocca aggrappandosi alle leve con estrema abilità. Ogni enigma risulta abbastanza semplice e non vivrete mai situazioni in cui non saprete dove andare o cosa fare, e questo è molto importante per creare un’esperienza rilassante in cui potersi arrampicarvi ovunque, e intendo proprio in ogni punto dello scenario.

E come se non bastasse, superata la prima zona, avremo accesso a una barca che ci guiderà verso nuove isole da risolvere. In ogni caso, l’aspetto che rende l’esplorazione più unica è che starà a noi decidere la meta, senza che il gioco ci dica per forza dove doverci recare. Tra un insetto catturato e una chiacchierata con alcuni autoctoni (dei pennuti che dispenseranno consigli adeguati), potremo anche dedicarci alla ricerca delle reliquie, anche quest’ultime ottenibili risolvendo determinati puzzle. E per concludere in bellezza, potremo accumulare anche un numero consistente di monete locali (rune?) da spendere per acquistare nuove skin del nostro eroe al fine di renderlo sempre più glamour.

Gecko Gods è un gioco che fa della semplicità il suo punto di forza, che non vuole strafare ma rilassare il giocatore con un gameplay mai eccessivamente complesso (a parte in alcune fasi finali). Inoltre, anche la raccolta dei vari collezionabili non si rivelerà mai così ostica, anzi, forse vi divertirete un tantino quando emetterete un verso del vostro sauro per protestare la mancata cattura dell’insetto di turno (è divertente spingere un tasto per farlo “abbaiare”). Senza svelarvi altro, fate attenzione a non subire troppi danni: la coda potrebbe anche staccarsi.

Graficamente, Gecko Gods mi ha ricordato molto Journey, probabilmente una delle fonti d’ispirazione dei ragazzi di Inresin. Inoltre, ho giocato interamente il titolo su Nintendo Switch 2 quasi sempre in modalità portatile. Fidatevi quando vi dico che quest’avventura rende divinamente sull’ammiraglia Nintendo, tra l’altro venduta a un prezzo interessante (19,50 €).


Gecko Gods

Antonio Armento

Grafica
70%
Coinvolgimento
70%
Giocabilità
70%
Innovazione
70%

Concludendo

Gecko Gods unisce in modo simpatico la vita di un geco (esploratore di natura) a un contesto caratterizzato da rovine assolate, caverne nascoste e templi abbandonati. L’obiettivo del giocatore è semplice: portare le proprie zampine nelle varie isolette al fine di risolvere svariati enigmi, degustare tanti insetti e collezionare diversi manufatti. E il tutto lo si fa mentre ci si fa cullare da una soavissima colonna sonora che si sposa splendidamente con questa produzione.
Certo, c’è qualche limite tecnico (con qualche telecamera non sempre convincente) e gli enigmi non sono sempre così originali. Ma lasciatemelo dire: l’esplorazione di Gecko Gods è davvero carina e ci permette di affacciarci in un mondo rilassante con gli occhi di un protagonista diverso dagli altri e che ha dalla sua una curiosità inimmaginabile. E poi, siete mai riusciti ad arrampicarvi su qualsiasi superficie? Qui potrete diventare nientepopodimeno che un geco… e non mi sembra affatto poco.

70%

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