and Roger

and Roger – un’ora che vi lascerà il segno – Recensione

L’acclamata e pluripremiata visual novel di yona sbarca su Nintendo Switch 2. Un viaggio interattivo di appena un’ora capace di disorientare, commuovere e lasciare un segno indelebile.

Le visual novel sono un genere che ho imparato ad apprezzare sin da giovanissimo. Forse perché sono uno di quei prodotti squisitamente nati in terra nipponica che più si avvicinano al rassicurante contesto di un libro interattivo, ma che sanno al contempo sfruttare il medium videoludico per raccontare storie di un impatto emotivo devastante. E oggi vi parlo proprio di una di queste perle, testata nella sua attesissima e recente versione per Nintendo Switch 2 (rilasciata a giugno 2026, in parallelo ai porting per dispositivi mobile): and Roger.

Sviluppata da TearyHand Studio ed edita dall’etichetta Kodansha Creators’ Lab, questa particolarissima avventura “punta e clicca” in prima persona è il frutto del lavoro di uno sviluppatore solitario. A tal proposito, faccio una piccola ma doverosa precisazione per dissipare ogni confusione: il suo pseudonimo è yona, non “zona”!

Il gioco ha accumulato una pioggia di riconoscimenti incredibili dal suo debutto su PC e Switch nel luglio 2025. Anche se spesso si sente dire in giro che abbia vinto un BAFTA, per amore di precisione va sottolineato che ha ottenuto uno straordinario traguardo: una nomination ai BAFTA per la categoria “Game Beyond Entertainment”. In compenso, ha stravinto molti altri premi ambitissimi, portandosi a casa l’Audience Award ai Game Developers Choice Awards del 2026 e l'”Emotional Impact Award” agli Indie Game Awards. Un successo di critica clamoroso che lo ha spinto rapidamente a superare l’incredibile tetto delle 100.000 copie vendute a livello globale.

and Roger
Data d’uscita: 17/06/2026
Piattaforma: Nintendo Switch 2, PC, iOS
Versione recensita: Nintendo Switch 2
Sviluppatore: TearyHand Studio
Publisher: Kodansha

La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Diva e Kodansha che ringraziamo per il supporto.

Dovrei quasi fermarmi qui, perché and Roger appartiene a quella rarissima cerchia di videogiochi che andrebbero vissuti in totale “blind run”, senza farsi anticipare nulla. Come ho già detto: VA giocato. Punto.

L’idea stessa alla base del titolo di yona è geniale, capace di mettere il giocatore nei panni di una ragazzina all’interno di una situazione carica di disorientamento e mai vista prima in un videogioco. Immaginate la scena: vi svegliate al mattino, vi lavate i denti e scendete in soggiorno per fare colazione. Lì, al posto di vostro padre, trovate un perfetto sconosciuto rilassato sul divano. L’uomo si comporta in modo totalmente naturale, come se abitasse lì da sempre, ignorando la vostra paura e intimandovi persino di “prendere la vostra medicina”. Dov’è finito papà? Chi è quest’uomo?

La confusione che il giocatore/giocatrice sente all’inizio si trasferisce in modo osmotico e totale. Questa sensazione di trovarsi nel posto sbagliato non è un difetto, ma è parte integrante e nevralgica dell’esperienza: il gioco sfrutta meccaniche quotidiane per esplorare in modo interattivo il tema della “distorsione cognitiva”, rivelandosi una drammatica e toccante allegoria della demenza e di come la nostra mente possa alterare la realtà.

Ma andiamo con ordine.

and Roger è uno di quei giochi che sa colpire e toccare chi sta dall’altra parte dello schermo sin dai primissimi minuti. Non è solo la forza bruta del tema trattato, ma è il modo in cui questo viene veicolato attraverso una presentazione e delle meccaniche in continua mutazione. L’idea alla base del gameplay è tanto semplice quanto destabilizzante: il gioco ci chiede inizialmente di completare banali attività domestiche, come lavarsi le mani o i denti, premendo pulsanti non contrassegnati sullo schermo nella giusta sequenza.

Un titolo che va giocato. Punto.

La nostra protagonista, Sofia, affronta un disorientamento che diventa rapidamente il nostro. Quando le meccaniche del gioco ci mettono davanti a interazioni apparentemente incomprensibili — che sfociano poi in sezioni puzzle in cui bisogna ricalcare schemi o linee sulle immagini, o persino in effetti a schermo che simulano malfunzionamenti di uno smartphone — la nostra mente inizia lentamente a comporre un quadro più ampio. Sembra proprio che il talento autoriale di yona, che ha colpito l’etichetta Kodansha per la sua invidiabile chiarezza artistica e consapevolezza tematica, riesca a tradurre esperienze profondamente intime in interazioni ludiche magistrali.

A supportare questo particolarissimo stile artistico — tipicamente giapponese e capace di fondere il linguaggio videoludico con i ritmi compassati di un libro illustrato interattivo — c’è un comparto sonoro che merita una menzione d’onore assoluta. Il compositore Yasuhiro Nakashima ha abbandonato l’approccio classico delle visual novel (in cui una singola traccia di sottofondo accompagna lunghe scene), optando invece per una struttura interattiva in cui la musica cambia in perfetta sincronia con lo scorrere della storia e persino con ogni singola linea di dialogo. Questa complessa scelta di sound design mira proprio a incarnare quelle emozioni ineffabili, dalla paura al disagio fino alla gioia, provate da Sofia e Roger, amplificando a dismisura il senso di immedesimazione.

Come giustamente abbiamo sottolineato, ci troviamo di fronte a situazioni della vita difficili da incasellare in un genere predefinito, complicate da vivere e altrettanto difficili da raccontare. Il gioco ci mette davanti ad aspetti talmente scomodi della realtà al punto che lo stesso autore ha inserito un avviso iniziale per i giocatori/giocatrici: si suggerisce di affrontarlo solo se ci si sente pronti, invitando caldamente a dare priorità al proprio benessere e a prendersi una pausa qualora ci si dovesse sentire sopraffatti dall’esperienza.

La confusione che il giocatore/giocatrice sente all’inizio si trasferisce in modo osmotico e totale.

Non è facile trasmettere a parole l’impatto di quest’opera, proprio per la sua densità fulminea. Ebbene sì, and Roger si compone di soli tre capitoli e può essere completato interamente in circa un’ora di gioco. Tuttavia, in questo caso, “corto” non è assolutamente sinonimo di carente o sbrigativo. Al contrario, l’impatto emotivo che l’opera restituisce in un lasso di tempo così ristretto è pazzesco, regalando al giocatore o alla giocatrice un’esperienza cinematografica, densa e profondamente immersiva. Un viaggio interattivo che, come un quadro, pennellata dopo pennellata, lascia un segno indelebile in chi lo vive.

and Roger

di Amedeo Davit

Grafica
85%
Coinvolgimento
90%
Giocabilità
83%
Innovazione
90%

Concludendo

and Roger non è un semplice videogioco, ma un vero e proprio esperimento empatico. Arrivare ai titoli di coda richiederà poco più di un’ora del vostro tempo, eppure il peso delle tematiche affrontate, la delicatezza della narrazione e la genialità delle sue meccaniche ibride vi accompagneranno per molto, molto tempo. La natura ibrida di Nintendo Switch 2 si sposa inoltre alla perfezione con l’intimità dell’opera, rendendo la fruizione in modalità portatile quasi un’estensione diretta del vissuto di Sofia. Se amate i titoli narrativi coraggiosi, capaci di spingere il medium oltre l’intrattenimento puro per sfiorare le corde dell’anima e della psiche umana, l’opera di yona è un acquisto letteralmente obbligato. Unico consiglio: giocateci in un momento di tranquillità, preparatevi a un turbinio di emozioni e lasciatevi trasportare dal disorientamento. Ne uscirete arricchiti.

87%

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