Chloe Price torna in Life is Strange dopo ben 11 anni!
Qualche giorno fa, Life is Strange: Reunion (sequel di Double Exposure) è stato ufficialmente annunciato da Square Enix e Deck Nine Games. Un ritorno inaspettato? Un ritorno che dà una sorta di continuità alle origini del franchise? Domande lecite quando ci si prende la responsabilità di far tornare una ragazza forte come Chloe Price, una di quelle più amate di Life is Strange.
Del resto, in Double Exposure è stata tracciata la strada, un sentiero che ci ha portato a scoprire la nuova vita di Max: una donna che porta con sé un bagaglio di “sofferenza”, ma che non ha mai abbandonato la sua più grande passione, ovvero la fotografia. Trasferita a Lakeport, nel Vermont, Max tiene un corso di fotografia all’Università Caledon. Qui fa la conoscenza di Safiya Llewellyn-Fayyad e Moses Murphy, che diventeranno ben presto i suoi migliori amici.
Ma quando tutto sembra essere stato lasciato alle spalle, con annessa la decisione di non usare più i poteri di riavvolgere il tempo, ecco che dei nuovi poteri si manifestano dopo la misteriosa morta di Safi: Max ora può spostarsi attraverso due linee temporali diverse.
E tutti gli eventi che verranno raccontati in Life is Strange: Double Exposure, porteranno inevitabilmente a far emergere all’orizzonte l’amatissima Chloe Price. E se da un lato questo ritorno può fare piacere, dall’altro i dubbi su una narrativa un po’ forzata emergono in me in modo assai evidente.

Ritorno al passato (con annesso futuro)
In Life is Strange: Reunion torniamo di nuovo all’Università Caledon, lì dove Max Caufield vive e lavora come fotografa. Dopo un fine settimana lontano da Lakeport, si ritroverà dinnanzi a uno spettacolo nefasto: l’Università Caledon è in fiamme, circondata da un vero e proprio inferno di fuoco. Le conseguenze sono delle più disastrose: Max perede i suoi amici, gli alunni e tutti i colleghi.
Questo evento catastrofico permette a Max di sfruttare i suoi vecchi poteri e tornerà, grazie a un selfie scattato qualche giorno prima, a tre giorni prima dell’evento catastrofico. Una seconda occasione, un qualcosa di già visto del resto, ma mentre ci si domanda questo, ecco che Chloe Price spunta all’orizzonte come se nulla fosse. Eppure sappiamo bene cosa è successo nel primo Life is Strange.


Come si giustifica il ritorno di Chloe?
Prima di parlarvi di questo, voglio avvisarvi: se non avete giocato il primo Life is Strange (che vi consiglio caldamente), da questo momento in poi potreste incorrere in qualche spoiler.
Dove eravamo? Giusto, al passato del franchise. Life is Strange, nel suo finale, ci metteva dinnanzi una scelta karmica di quelle più toste della storia dei videogiochi: salvare la vita di Chloe e sacrificare Arcadia Bay oppure salvare la cittadina perdendo l’amica di sempre.
Indifferentemente dalla scelta del giocatore, in Life is Strange: Reunion verrà data una motivazione abbastanza plausibile. Nel finale di Double Exposure, Maxine era riuscita a unire le due realtà parallele, creando così una timeline diversa e in cui Chloe è sempre viva e vegeta (seppure con piccoli cambiamenti).
E come direte voi? Secondo le doppiatrici di Max e Chloe (Hannah Telle e Rhianna DeVries), in base alla scelta del primo LIS il confronto tra le due sarà diverso:
- Sacrificare Chloe: porterà inevitabilmente a un confronto diretto sulla sua morte e Chloe esplorerà il passato drammatico che ha vissuto su quel pavimento della Blackwell Academy. Insomma, rimane un’esperienza drammatica con tutti i risvolti psicologici del caso.
- Salvare Chloe: in questo caso, la ragazza mostrerà a Maxine un selfie con sua madre (Joyce), tornata in vita nonostante Arcadia Bay fosse stata inevitabilmente distrutta (con la morte drammatica di tutti i suoi abitanti).
In questo senso, gli autori di Life is Strange: Reunion hanno giustificato, in un certo senso, “l’unione” delle linee temporali in un modo abbastanza congeniale.

Doppi protagonisti, doppia risoluzione dei problemi
Tutto sembra riportarci al passato: due amiche che devono risolvere un grosso problema, anche se in questo caso coinvolge l’Università piuttosto che una città intera. A quanto pare sembra trattarsi di un incendio doloso (o almeno da quel che si intuisce dal trailer) e starà a noi scoprire il colpevole e le ragioni per le quali ha fatto quel che ha fatto.
Sembra una sorta di déjà vu, un ritorno alle origini a alla formula che i fan hanno amato più di dieci anni fa. In questo caso, però, impersoneremo sia Max che Chloe: da una lato Max sfrutterà il potere del primo capitolo, riavvolgendo il tempo per risolvere svariati enigmi o annullare alcune domande formulate in modo sbagliato. Dall’altro avremo l’intraprendenza e il fare diretto di Chloe, che con la sua sciolta parlantina e domande mirate otterrà informazioni utili nella risoluzione del caso.


I dubbi sono leciti…
Su carta sembrerebbe un titolo interessante, quello che probabilmente volevano i fan (me compreso, per inciso). Ma qui si esplora un vecchio terreno, si dà una continuità alle origini del franchise riunendo due delle figure più amate in assoluto. C’è il rischio di fare un passo falso, ma anche la possibilità di creare un titolo memorabile e che emozioni profondamente il giocatore.
Far leva sui ricordi è funzionale ma anche assai delicato. Basta poco per indispettire il fan più accanito: resto tuttavia speranzoso di vedere una riunione di quelle più congeniali… di quelle che vorrei vivere nuovamente ed emozionarmi con rinnovato vigore.
Life is Strange: Reunion arriverà il prossimo 26 marzo su PlayStation 5, Xbox Series e PC.

