Tra pulp lovecraftiano e frenesia old school
Da buon amante della letteratura lovecraftiana, non potevo certo lasciarmi sfuggire la possibilità di mettere le mani sulla versione Switch di Forgive Me Father 2, che porta l’ultimo, inquietante lavoro di Byte Barrel direttamente sulla console portatile di Nintendo. Uscito lo scorso ottobre su Steam e altre piattaforme, il gioco è un FPS che mescola pulp e horror cosmico in pieno stile Cthulhu: non c’è tempo per meditare sull’esistenza, qui si spara, si corre e, ogni tanto, si urla. Nei panni di un prete internato in un sanatorio all’inizio degli anni ’20, ci ritroviamo subito immersi nelle conseguenze degli eventi del primo capitolo, quel famigerato massacro a Pestisville che aveva già lasciato pochi sopravvissuti e molte domande senza risposta.
Il nostro protagonista è accompagnato da una voce interiore perfettamente doppiata, che funziona come un diario oscuro e inquietante e aggiunge una profondità narrativa rara negli FPS: non solo sentiamo i colpi e i versi disturbanti delle creature, ma percepiamo anche la lenta discesa nella follia del prete, tra visioni oniriche che potrebbero essere incubi o realtà distorte. E appena pensiamo di avere preso confidenza con l’orrore, il gioco ci catapulta in combattimenti serrati contro soldati dalle facce polipoidi, gangster corrotti, zombie mutaforma e boss che sembrano usciti da un incubo febbrile. Peccato che il gioco non sia localizzato in italiano.

Forgive Me Father 2 sulla Switch appare subito come un buon porting: un tuffo nel cuore dell’orrore cosmico portatile, un’esperienza che riesce a farci sudare anche se stiamo giocando sul divano o in treno, con la stessa tensione e lo stesso gusto per il grottesco che avremmo davanti a un monitor gigante, ma con la soddisfazione aggiunta di poterlo fare ovunque… purché abbiate stomaco e nervi saldi.
Informazioni sul gioco
Forgive Me Father 2
Data d’uscita: 24 ottobre 2024 (console) 22 gennaio 2026 (switch
Piattaforma: PC, Xbox X | S, PS5, Nintendo Switch
Versione recensita: Nintendo Switch
Sviluppatore: Byte Barrel
Publisher: Fulqrum Publishing,
La recensione è stata realizzata grazie al gentile supporto di Fulqrum Publishing.

Il sanatorio rappresenta il fulcro dell’esperienza e funge da vero e proprio hub di gioco. Dalla nostra cella imbottita – che è già di per sé una dichiarazione d’intenti sullo stato mentale del protagonista – possiamo muoverci liberamente, tornare sui livelli già completati e acquistare armi e potenziamenti. A gestire il “reparto farmaceutico” ci sono due figure losche e ambigue, più simili a spacciatori da vicolo cieco che a personale medico, una scelta coerente con il tono disturbante del gioco ma che, sul lungo periodo, rimane più funzionale che realmente incisiva. Il sistema dell’hub è solido e fa il suo dovere, pur senza introdurre meccaniche particolarmente innovative o sorprendenti.
Un tuffo nel cuore dell’orrore cosmico portatile
Sul fronte del gameplay, Forgive Me Father 2 propone una struttura che guarda senza troppi giri di parole a DOOM: ritmo elevato, scontri continui e un arsenale pensato per spingere il giocatore a muoversi costantemente. La varietà delle armi è discreta e alcune soluzioni risultano decisamente fantasiose, soprattutto quando il gioco attinge all’immaginario dei Miti di Cthulhu per trasformare concetti astratti e orrori cosmici in strumenti di distruzione decisamente concreti. I nemici, realizzati in uno stile 2D-HD, si inseriscono bene nel contesto e contribuiscono a creare situazioni di combattimento spesso caotiche, dove la gestione dello spazio e dei tempi diventa fondamentale.



Dal punto di vista artistico, il comparto grafico è probabilmente uno degli aspetti più riconoscibili del titolo. L’alternanza tra ambienti tridimensionali e personaggi o nemici disegnati in 2D richiama fortemente l’estetica di Pulp Cthulhu, con un risultato che strizza l’occhio più alla graphic novel che all’horror tradizionale. Il riferimento a Hellboy è evidente nello stile delle illustrazioni, nelle linee marcate e nell’uso del colore, e contribuisce a dare al gioco un’identità visiva chiara e coerente, anche se non sempre originale al cento per cento.
Ritmo elevato, scontri continui e un arsenale pensato per spingere il giocatore a muoversi costantemente
Le ambientazioni sono numerose e offrono una buona varietà: si passa da università decadenti a ospedali inquietanti, da strade cittadine soffocate da un’atmosfera opprimente a cattedrali imponenti e disturbanti. Ogni area pesca a piene mani dall’immaginario lovecraftiano, tra simbolismi evidenti e citazioni più o meno dirette, talvolta con una certa insistenza che rischia di risultare un po’ didascalica per chi conosce già bene questo universo narrativo.



La struttura degli scontri ricalca spesso quella delle classiche “arene”, con ondate di nemici da eliminare prima di poter proseguire. Il ritmo è serrato, quasi da bullet hell in alcuni frangenti, e viene sostenuto da una colonna sonora metal con forti influenze synth anni ’80. Le tracce accompagnano bene l’azione e aiutano a mantenere alta la tensione, risultando efficaci nel breve termine, anche se difficilmente restano impresse una volta spento il gioco.
Nel complesso, Forgive Me Father 2 riesce a costruire un’esperienza solida e coerente, che punta più sulla familiarità delle sue ispirazioni che su una reale volontà di reinventare il genere. Un titolo che sa cosa vuole essere e lo fa con competenza, senza particolari guizzi rivoluzionari, ma con una personalità sufficiente a distinguersi all’interno del panorama degli shooter di ispirazione rétro.
Forgive Me Father 2 non fa nulla per nascondere la propria natura volutamente sopra le righe. Sangue a fiotti, scritte disturbanti che tappezzano muri e corridoi, continue citazioni e rimandi che spaziano dall’horror classico alla cultura pop più sfacciata: tutto concorre a costruire un’esperienza che punta deliberatamente all’eccesso. Il viaggio arriva persino a portarci al cospetto di Cthulhu in persona, e in quei momenti il gioco riesce davvero a essere glorioso, quasi compiaciuto della propria esagerazione. È chiaro che Byte Barrel sappia perfettamente a chi sta parlando, e non abbia alcuna intenzione di moderare i toni per risultare più “accessibile”.
Un titolo che sa cosa vuole essere e lo fa con competenza
A rendere l’esperienza più godibile per un pubblico ampio contribuisce un sistema di personalizzazione della difficoltà sorprendentemente flessibile. È possibile regolare il livello di sfida sia al ribasso che al rialzo, permettendo a chiunque di trovare il proprio equilibrio tra frenesia e frustrazione, una scelta che ho apprezzato molto e che dimostra una certa attenzione verso il giocatore/giocatrice. A questo si aggiungono numerosi segreti da scovare, armi da sbloccare, poteri sovrannaturali da equipaggiare e una galleria di nemici e boss grotteschi da abbattere senza troppi rimorsi, elementi che incentivano l’esplorazione e la rigiocabilità.

L’esperienza nel suo complesso è frenetica e appagante, anche se questo va in parte a scapito della componente narrativa, che rimane più uno sfondo suggestivo che un vero motore dell’azione. La storia c’è, ma raramente si prende il centro della scena, lasciando spazio quasi esclusivamente al gameplay. Meno convincente, invece, la componente più marcatamente platform: tra salti con tempistiche precise, piccoli enigmi ambientali e sezioni che richiedono un minimo di precisione, il gioco mostra qualche incertezza, risultando talvolta più frustrante del dovuto.
In certi momenti il gioco riesce davvero a essere glorioso
Nonostante questi limiti, Forgive Me Father 2 fa esattamente ciò che promette, e lo fa molto bene. È uno sparatutto adrenalinico, sanguinolento e dichiaratamente innamorato dei Miti di Cthulhu, che troverà terreno fertile soprattutto tra gli appassionati dell’horror lovecraftiano e degli FPS vecchia scuola. Se cercate un’esperienza profonda o raffinata, probabilmente guarderete altrove; se invece volete perdervi in un vortice di follia pulp e colpi di fucile, difficilmente rimarrete delusi. Il porting Switch non perde inoltre mordente: certo le visuali sono un po’ più “grezze” (anche su Switch 2), ma nel complesso rimane un titolo estremamente godurioso (e godibile).
Forgive Me Father 2
Concludendo
Forgive Me Father 2 è uno sparatutto che non cerca compromessi: è rumoroso, eccessivo e profondamente innamorato del proprio immaginario lovecraftiano.
Punta tutto su ritmo, stile e frenesia, offrendo un gunplay solido e soddisfacente che funziona molto bene anche in portabilità su Nintendo Switch.
Qualche incertezza nelle sezioni platform e una narrazione più suggerita che realmente sviluppata ne limitano leggermente l’ambizione, ma non intaccano il divertimento complessivo. Se amate gli FPS old school, l’horror pulp e Cthulhu declinato senza freni, qui troverete esattamente quello che state cercando. E forse anche un po’ di sana follia in più.

