Un’operazione nostalgica che fa rivivere un classico indimenticabile.
The NewZealand Story è magia! O almeno lo è per chi ha vissuto le indimenticabili ere segnate dall’Amiga o, meglio ancora, dal Commodore 64. Un videogioco forse di nicchia, un platform di quelli brutali in quanto a difficoltà, ma che ha saputo ritagliarsi uno spazio di tutto rispetto alla fine degli anni ’80.
Per chi non lo avesse mai sentito nominare, quello che mette in piedi The NewZealand Story è una trama di tutto rispetto (almeno per i videogiochi dei tempi): siamo allo Zoo di Auckland, in Nuova Zelanda. Un dispotico tricheco chiamato Wally Walrus decide di disturbare la tranquillità dei dolci kiwi (uccelli endemici inadatti al volo) e li rapisce. Ma dal sacco, Tiki, l’eroe di di questa storia, riesce a scappare e armato del suo arco (con tanto di frecce) insegue l’indisponente mammifero al fine di salvare i 20 amici (più fidanzata, diciamocelo).
Un eroe di fortuna, il più determinato della cucciolata, che sarà chiamato a superare dei livelli sviluppati in altezza e larghezza in una formula di scorrimento multidirezionale. L’idea per questo videogioco è nata da un dipendente della Taito in viaggio in Nuova Zelanda, cosa che ha ispirato il nome di questa particolare produzione. Tra l’altro, gli ambienti di gioco hanno poco in comune rispetto alle loro controparti naturali, come Auckland, Mount Cook e Rotorua.
Fatto sta che, a distanza di tanti anni dal suo esordio, un team di sviluppo tutto italiano (bitobit) ha deciso di dare nuova luce a The NewZealand Story in una sorta di remake ufficiale sotto licenza Taito. Fin dai primi minuti di gioco di Untold Adventure è così tangibile la sua natura nostalgica, mettendo in scena un gameplay tutto sommato discreto, seppur con qualche limite tecnico e senza troppe possibilità di personalizzazione dell’esperienza.

The NewZealand Story: Untold Adventure e il pulcino coraggioso!
I pulcini di Kiwi sono spettacolari e dolcissimi, impossibile non amarli (vi basta vedere qualche foto sul web). E ve lo dico: ho sempre amato questo personaggio (Tiki) e mi sono chiesto perché non sia mai tornato a solcare le onde videoludiche, soprattutto in un periodo in cui le remastered e i remake sono all’ordine del giorno.
E allora ecco che qualcuno ci ha pensato e, quando ho visto il primo trailer, sono stato spinto dalla curiosità di provarlo. È stato, come vi dicevo, quasi un tuffo nel passato: The NewZealand Story: Untold Adventure prende quanto di buono è stato fatto con il gioco del 1988 e lo trasforma in qualcosa di unico e visivamente convincente.
Informazioni sul gioco
The NewZealand Story: Untold Adventure
Data d’uscita: 27 febbraio 2026
Piattaforma: PC
Versione recensita: PC
Sviluppatore: bitobit
Publisher: bitobit

Il primo aspetto che colpisce è che i giovani kiwi sono stati completamente ridisegnati, partendo appunto dai modelli originali: ora è facilissimo distinguere la coppia di fidanzatini che non saranno più un insieme di pixel, così come gli altri giovani uccelli che sono stati dotati di una personalità estetica davvero niente male. Per farvi degli esempi, troverete un punk, un karateka, un pulcino pigrone e persino un aviatore. Questa personalizzazione mi ha ricordato un po’ i fratelli di Snoopy nel famoso cartone animato e bisogna dar merito a questo aspetto.

Una volta aver selezionato una nuova partita, indovinate un po’? Dovrete aggiungere il vostro nome così come negli anni ’80, scegliendo 3 lettere. E questo mi ha riportato ai tempi d’oro in cui inserivo le mie iniziali, ovvero ANT, e mi fa capire come il tempo passa ma la nostalgia resta sempre la solita canaglia.
Adesso la grande avventura di Tiki può prendere piede su una mappa sequenziale sulla falsa riga del più classico Super Mario. L’obiettivo resta lo stesso dell’originale: raggiungere la gabbia situata in un punto specifico dell’area (così come l’originale) al fine di liberare il kiwi che è stato ingiustamente ingabbiato. Tiki potrà dunque saltare, scoccare le frecce (questa volta con due zampe) e abbattere un’enorme quantità di cattivoni che rilasceranno dei frutti deliziosi.
un viaggio indietro nel tempo che riporta alla luce un videogioco mai dimenticato
Questi ultimi ci consentiranno di migliorare il nostro punteggio finale e di ottenere uno special item, come bombe, laser gun e bacchette magiche. Tuttavia, in The NewZealand Story: Untold Adventure il piccolo kiwi, quando conquisterà un oggetto speciale, cambierà completamente look un po’ sulla falsa riga di Kirby (e questo mi è piaciuto assai). La formula rimane sempre la stessa, quella arcade, con livelli completamente ricostruiti e avversari ora facilmente riconoscibili.
Essendo un remake, le varie aree sono state anche un po’ reinventate e rese più in linea con i platform moderni, pur mantenendo inalterato il fascino e un po’ di quella difficoltà che ha reso The NewZealand Story un titolo esageratamente impegnativo. Infatti, pur mantenendo un livello di sfida degno di nota, si è avuta l’accortezza di rendere l’esperienza un pelino meno frustrante grazie ad alcune accortezze di gameplay.

Tiki ha dalla sua tre cuori e un numero predeterminato di vite: questo vuol dire che prima di raggiungere la scritta game over, avremo dalla nostra diverse possibilità per scamparla. E sarà facilissimo perdere i cuoricini, fidatevi, soprattutto qualora siate un po’ arrugginiti con questa formula così vecchia scuola. Basterà un salto calibrato male o scontrarsi con uno spuntone fuori posto per far scendere l’energia residua.
Anche le boss battle hanno ricevuto un bel restyling, con combattimenti più articolati, a tratti originali e dotati di più fasi: ad esempio per sconfiggere il primo boss, Frost Whale, dovremo prima esaurire la sua energia mentre è congelato, dopodiché entrare all’interno del suo corpo per distruggergli il cuore.
Il miglior pulcino dello zoo?
Tutto interessante, peccato per la mancata implementazione di alcune funzioni che avrebbero permesso anche alle giovani leve di avvicinarsi a questa meravigliosa chicca. La prima assenza è data da un selettore di difficoltà: chi ha detto che The NewZealand Story debba essere solo un gioco per pro o per coloro che ci sono cresciuti nei tempi che furono? L’impressione che ho avuto è che, nonostante sia più facile dell’originale, sia sempre destinato a coloro che sanno giocare incredibilmente bene. L’implementazione di una difficoltà più semplice avrebbe giovato enormemente e permesso a tutti di riscoprire Tiki e la sua avventura.

Mancano poi dei contenuti aggiuntivi come bozzetti di produzione, immagini del gioco originale da cui trae la sua forza e nuove feature come una time trial. Per non parlare della penuria di oggetti collezionabili che avrebbero migliorato non di poco la formula e dato una spinta in più al giocatore per riaffrontare l’avventura.
Se parliamo di un remake, allora forse un passino in più lo si poteva anche fare a livello creativo. Del resto, capisco che il videogioco sia legato a delle direttive che ignoro, ma quel che ho giocato, per quanto carinissimo, resta un prodotto in cui si respira più nostalgia che modernità. E questo può anche andar bene per una remastered, ma il discorso cambia leggermente quando si parla di remake.
The NewZealand Story: Untold Adventure
Concludendo
The NewZealand Story: Untold Adventure è un viaggio indietro nel tempo che riporta alla luce un videogioco mai dimenticato. I ragazzi di bitobit hanno confezionato un’avventura tutto sommato piacevole, tecnicamente non sempre impeccabile, che ci pone un obiettivo nobile: salvare gli iconici kiwi rapiti nello zoo di Auckland.
La direzione artistica di quest’avventura non dimentica ciò che di buono si è fatto in passato, ma nel 2026 questa formula andrebbe modernizzata non solo dal punto di vista grafico, ma anche nelle dinamiche di gameplay che rimangono un po’ troppo ancorate alla fine degli anni ’80. Inoltre, ci si trova dinnanzi a un arcade puro senza nessun collezionabile od opzioni che ne migliorano la fruizione per le nuove leve.
Nonostante tutto, The NewZealand Story: Untold Adventure è stato concepito con amore e per questo vogliamo incoraggiare questa tipologia di produzioni che non dimentica la storia del videogioco che ci ha portato a vivere la nostra passione in modo ancora più profondo e dinamico.

