The Empty Desk – Recensione

The Empty Desk – Recensione

Scatti contati e segreti aziendali: il noir sovrannaturale di Cheesecake Games

Chi di noi non ha mai subito il fascino magnetico di un poliziesco investigativo? Quel richiamo torbido verso vicoli bui, uffici polverosi e trame dove il confine tra legge e corruzione si fa sottile come un foglio di carta velina. Personalmente, sono cresciuto pane e serie TV americane, alimentando una curiosità insaziabile per il mondo dei detective hard-boiled: uomini cinici, spesso stropicciati dalla vita, costantemente invischiati in casi troppo grandi per essere risolti con un semplice distintivo e intrappolati in ragnatele di politica e cospirazione. È proprio in questo solco che si inserisce The Empty Desk, l’ultima fatica di CheesecakeGames.

Il titolo ci mette nei panni di Thomas Bennett, un uomo che porta sul volto e nel carattere i segni di troppi anni di servizio passati a guardare nell’abisso della criminalità urbana. Bennett è a un passo dal traguardo, quel meritato riposo chiamato pensione che sembra finalmente a portata di mano. Ma, come vuole la migliore tradizione del genere, il destino ha in serbo per lui un’ultima, velenosa commissione. Viene infatti incaricato di far luce sulla sparizione di Emily Blackthorn, l’ereditiera della potentissima Blackthorn & Co Insurances. Un caso già di per sé mediatico e delicato, reso ancora più torbido dalla recente e misteriosa morte del patriarca, Arthur Blackthorn.

Armato solo di una fotocamera e del suo intuito clinico, Bennett viene inviato nel quartier generale dell’azienda: un labirinto di uffici asettici e corridoi silenziosi dove ogni scartoffia sembra nascondere un segreto. Ma non fatevi ingannare dalla facciata aziendale. Gli sviluppatori ci vendono un thriller psicologico che non tarda a mostrare i suoi artigli, mescolando avventura narrativa e tocchi horror in un mix claustrofobico.


The Empty Desk
Data d’uscita: 16 aprile 2026
Piattaforma: PlayStation 5, Xbox Series X | S, PC
Versione recensita: PC Steam
Sviluppatore: CheesecakeGames
Publisher: CheesecakeGames

La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da CheesecakeGames e JanduSoft che ringraziamo per il supporto.


Le cose, ovviamente, non andranno affatto come previsto. Quella che doveva essere una semplice ricognizione investigativa si trasformerà rapidamente in una lotta per la sopravvivenza mentale: un’entità sovrannaturale e maligna ha infatti deciso di prendere di mira Bennett, trasformando la risoluzione del caso in una discesa senza ritorno verso un orrore che va ben oltre la logica dei crimini umani.

Il cuore pulsante di The Empty Desk si svela durante le circa cinque ore necessarie a portare a termine l’avventura, un tempo compatto ma denso che permette di dipanare il mistero dei Blackthorn senza tralasciare importanti rivelazioni sul passato dello stesso Bennett. Senza voler incappare in pericolosi spoiler, sempre dietro l’angolo quando si parla di titoli indie così brevi, è affascinante notare come il detective non sia un semplice osservatore esterno, ma possieda trascorsi profondi e irrisolti con questa potente organizzazione. In questo viaggio nei meandri della colpa, Bennett potrà contare sul supporto di una presenza insolita: un fantasma femminile che funge da guida eterea, una figura costante che sembra volerlo aiutare a navigare tra le pieghe del sovrannaturale.

Tuttavia, bisogna ammettere che l’ambientazione soffre di una certa staticità, poiché le scenografie della compagnia assicurativa vengono mostrate quasi subito e, alla lunga, la ripetitività degli uffici inizia a farsi sentire. Dal punto di vista del gameplay, il titolo si configura come un’avventura in prima persona piuttosto lineare, dove l’indagine procede principalmente attraverso il ritrovamento di documenti, lettere e oggetti chiave sparsi per le stanze. La struttura dei livelli è però basata su un sistema di loop che costringe il giocatore o la giocatrice a tornare più volte negli stessi ambienti, i quali tuttavia tendono a mutare o a distorcersi sotto l’opprimente influenza paranormale, alterando la percezione della realtà di Bennett.

L’ambientazione soffre di una certa staticità

Nonostante questa struttura ciclica suggerisca una complessità elevata, l’indagine rimane abbastanza guidata e non richiede mai uno sforzo investigativo eccessivo per essere portata a termine. Il vero elemento di tensione è rappresentato dalla gestione della fotocamera, che dispone di una “batteria” limitata a soli sei slot per le fotografie. Questa scelta di design trasforma lo strumento di lavoro del detective in una risorsa preziosa e punitiva: se si esauriscono gli scatti a disposizione senza aver immortalato le prove corrette richieste dal caso, si è inesorabilmente costretti a ricominciare il loop da capo. Ogni clic dell’otturatore diventa quindi una scommessa, obbligando il giocatore o la giocatrice a valutare con estrema attenzione cosa meriti davvero di essere documentato prima che la pellicola finisca.

Sotto il profilo puramente tecnico, The Empty Desk si rivela una sorpresa estremamente piacevole, dimostrando come un’ottimizzazione oculata possa fare la differenza anche in produzioni con budget contenuti. Su PC il titolo di CheesecakeGames scorre senza incertezze, complici dei requisiti hardware tutt’altro che proibitivi che lo rendono accessibile anche a chi non possiede una configurazione di ultima generazione. È un risultato che fa onore al piccolo studio di Andorra, capace di confezionare un’esperienza solida che non viene intaccata da bug invalidanti o cali di frame rate, permettendo al giocatore di immergersi completamente nell’atmosfera claustrofobica degli uffici Blackthorn senza distrazioni tecniche.

L’indagine rimane abbastanza guidata

Nonostante l’eccessiva linearità dell’indagine possa far storcere il naso a chi cercava un simulatore investigativo profondo e punitivo, è un peccato veniale che si potrebbe facilmente perdonare. Segnalo anche che c’è un leggero uso di IA generativa, stando a quanto detto dal team, limitata a pochi elementi 2D. La narrazione procede sui binari senza concedere troppe deviazioni, ma lo fa con un ritmo abbastanza serrato, puntando tutto sulla tensione psicologica e sul fascino del sovrannaturale che corrompe la quotidianità burocratica. Una menzione di merito assoluta va alla localizzazione: trovare un titolo indie di questa caratura completamente doppiato in italiano è una rarità che scalda il cuore e che aiuta incredibilmente l’immedesimazione, permettendo di godersi ogni sfumatura della voce stanca e vissuta di Bennett senza dover staccare gli occhi dall’azione per leggere i sottotitoli.


The Empty Desk

Recensione a cura di Amedeo “Master Ame” Davit

Grafica
70%
Coinvolgimento
51%
Giocabilità
68%
Innovazione
71%

Concludendo

The Empty Desk è un thriller psicologico compatto e d’atmosfera, che pur con i suoi limiti strutturali riesce a regalare cinque ore di puro brivido noir. Se cercate una storia di fantasmi, cospirazioni aziendali e un detective che non sa quando è il momento di mollare, la scrivania dei Blackthorn vi sta aspettando.

65%

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