Anime della Settimana: Chainsaw Man – Il film: La storia di Reze

Anime della Settimana: Chainsaw Man – Il film: La storia di Reze

Denji torna sui nostri schermi… ma stavolta il cuore rischia davvero di esplodere

Dopo aver ridefinito il battle shonen moderno con la prima stagione anime, Chainsaw Man torna con La storia di Reze, film sequel diretto tratto dal manga di Tatsuki Fujimoto e prodotto ancora una volta da MAPPA. Alla regia troviamo Tatsuya Yoshihara, già apprezzato per il suo lavoro su anime action estremamente dinamici e stilisticamente aggressivi.

E sì: se pensavate che Chainsaw Man fosse già folle abbastanza, l’arco narrativo di Reze riesce a portare la serie ancora oltre.

Dopo gli eventi devastanti dello scontro con l’Uomo Katana, Denji continua la sua vita nella Sicurezza Pubblica tra missioni, diavoli e il costante bisogno di capire cosa significhi davvero avere un cuore umano. È proprio qui che entra in scena Reze, una ragazza apparentemente dolce e gentile che lavora in un piccolo bar e che, per la prima volta, sembra trattare Denji come una persona normale.

Ed è proprio questo il punto.


  • Anime: Chainsaw Man – Il film: La storia di Reze
  • Durata: 1 film
  • Regia: Tatsuya Yoshihara
  • Studio: MAPPA
  • Piattaforma: Crunchyroll
  • Lingue e sottotitoli: italiano sottotitolato e doppiato

L’analisi di questo anime è stata realizzata grazie al gentile supporto di Crunchyroll.


Dietro le motoseghe, il sangue e le esplosioni, Chainsaw Man ha sempre raccontato il desiderio disperato di qualcuno che non ha mai avuto nulla: affetto, amore, una vita normale. Denji non combatte per salvare il mondo. Combatte perché vuole essere felice, anche solo per un momento.

La relazione con Reze rappresenta probabilmente uno dei momenti più importanti dell’intera opera di Fujimoto. I due condividono scene incredibilmente semplici — una nuotata in piscina, un appuntamento improvvisato, conversazioni sotto la pioggia — ma proprio per questo funzionano così bene. Per qualche istante, il caos ultraviolento di Chainsaw Man lascia spazio a qualcosa di quasi romantico.

Ovviamente dura pochissimo.

Perché Fujimoto ama prendere le emozioni dello spettatore e usarle come arma contundente.

Quello che inizia come un racconto quasi adolescenziale si trasforma rapidamente in un massacro esplosivo fatto di inseguimenti, tradimenti e combattimenti assurdi. Reze si rivela infatti essere il Diavolo Bomba, uno degli ibridi più devastanti mai introdotti nella serie, e il film cambia completamente tono nel giro di pochi minuti.

Ed è qui che MAPPA dà il meglio di sé.

Le sequenze action sono spettacolari, brutali e velocissime. Esplosioni, sangue, corpi distrutti e combattimenti urbani trasformano Tokyo in un inferno visivo costante. Ma la cosa più impressionante è che il film riesce comunque a non perdere mai la sua componente emotiva.

Anche nei momenti più assurdi e sopra le righe, Chainsaw Man continua a parlare di solitudine, manipolazione e bisogno di essere amati.

E poi c’è Makima.

Senza fare troppo spoiler per chi non conosce ancora l’opera, il film continua lentamente a costruire quell’atmosfera inquietante che ha reso il personaggio uno dei più iconici e discussi degli ultimi anni. Ogni sua apparizione lascia addosso quella sensazione costante che qualcosa non sia mai davvero sotto controllo.

La vera forza di La storia di Reze è forse proprio questa: riesce a essere contemporaneamente un action horror violentissimo, una tragedia romantica e un racconto profondamente umano.

E il finale — malinconico, assurdo e perfettamente in stile Fujimoto — è probabilmente uno dei momenti più “Chainsaw Man” che si possano immaginare.

Perché alla fine, anche dopo diavoli, esplosioni e tragedie… Denji resta sempre Denji.

Potete vedere Chainsaw Man: la storia di Reze su Crunchyroll.


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