Mazey Village

Mazey Village, ricostruire la città in un ambiente cozy – Hands On

Abbiamo provato in accesso anticipato un titolo molto particolare, che unisce esplorazione, enigmi ed edificazione.

Mazey Village potrebbe sembrare l’ennesimo videogioco dedicato alla riqualificazione di una ridente cittadina, in cui i giocatori saranno chiamati a raccogliere risorse per riportare la città al suo antico splendore. E in un certo senso l’obiettivo è proprio quello, ma la differenza risiede nel modo in cui si vuole far progredire il giocatore in questa grande impresa, cambiando (per quanto possibile) un po’ la formula e introducendo dei piccoli guizzi ludici che potrebbero fare la differenza.

E Mazey Village ci prova, e lo fa ispirandosi all’aspetto “puccioso” (si può dire puccioso?) dell’ineguagliabile Animal Crossing, da cui prende in prestito alcune caratteristiche e le trasforma in un’avventura rilassante in cui far rinascere un villaggio distrutto da un potente tornado (e anche quest’ultimo viene rappresentato in modo buffo, con tanto di occhietti).

L’avventura dei ragazzi di Slappy mi ha incuriosito e fatto sorridere in più di un’occasione ma, essendo un videogioco in accesso anticipato (in pratica, gli sviluppatori lo rilasciano in fase di sviluppo e terranno conto dei nostri feedback per migliorarlo), mi sono anche imbattuto in qualche piccolo problema tecnico che tuttavia non intacca la bontà ludica nel suo insieme.


Il potere dell’amicizia e della ricostruzione

Il primo compito del giocatore sarà quello di creare il proprio alter ego, il protagonista di un’avventura che ci porterà a compiere grandi imprese in modo assolutamente rilassante. E l’editor poi è abbastanza ricco, potremo decidere la forma degli occhi, i dettagli della pelle, la struttura della bocca, l’acconciatura e persino indossare alcuni “vestitini”: ho scelto un berretto di lana, una sciarpa e una maglietta con la paperella (lo so che fa caldo, ma l’avventura parte in uno scenario innevato).

Ovviamente una volta piombati a Mazey Village, ed esattamente dopo l’arrivo del potente cataclisma, ci verrà assegnata una mansione importantissima: il cartografo. L’obiettivo è disegnare una mappa da zero e andare così a scoprire ogni scenario con la minima cura. Niente paura, tutto avverrà in modo automatico: a noi basterà semplicemente muoverci in lungo e in largo per far apparire un nuovo tassello di mondo, una grande zolla di terra in cui saranno presenti nuovi amici o missioni da completare.

Ogni luogo sarà caratterizzato da un buon numero di cittadini che potremo salutare, parlarci e ascoltare i loro segreti. Ma avranno anche delle richieste, ovvero trovare animali smarriti oppure dei mestoli per preparare delle succulenti zuppe. E dunque non saremo solo dei cartografi, ma anche dei buoni sammaritani che dovranno fare di tutto per soddisfare le richieste di questa (ex) ridente cittadina.

Ma non credete, i cittadini di Mazey Village sapranno anche ricompensarci a dovere, donandoci altresì alle prime battute di gioco la nostra personalissima dimora. E questa potrà essere arredata nel migliore dei modi grazie ai tanti oggetti di personalizzazione che si potranno sbloccare o acquistare in un apposito negozio. Insomma, se conoscete titoli come Littlewood (che vi consiglio vivamente), avrete un po’ idea dell’esperienza che andrete a vivere con questo Cozy game.

Il tutto non si limita solo all’aspetto decorativo e di ricostruzione: soddisfare le richieste degli abitanti significa andare all’avventura ed entrare in appositi “dungeon”. Ma non aspettatevi di certo combattimenti con la spada o cattivoni da buttare al tappeto, nossignore, qui dovrete risolvere diversi enigmi per ritrovare l’annaffiatore perduto (ma potrebbe anche essere un Maneki Neko, e l’ho raccolto). Portare a termine questi sottolivelli non risulterà poi così complicato: si dovranno tirare leve per spostare piattaforme, interagire con fasci di luce per azionare interruttori oppure girare alcuni totem per aprire un passaggio nascosto.

Mazey Village non è di certo un gioco innovativo, non rivoluziona la formula e, a dirla tutta, mi è sembrata fin troppo guidata come esperienza: parla con un cittadino, affronta un sottolivello, recupera l’oggetto, riportalo al proprietario e infine incassa la ricompensa. Non ci sono particolari guizzi e, per chi non ha una predilezione nella costruzione e gestione, potrebbe risultare un’esperienza noiosa e schematica. Tuttavia la sua forza è nella sua natura così rilassante, in cui si potranno visitare scenari colorati, catturare insetti con il retino (vi ricorda qualcosa?), andare a pesca e persino (la parte migliore) accarezzare ogni singolo animale che di sua spontanea volontà vi seguirà senza remore.

Il mio primo approccio con Mazey Village non è stato così malaccio, ma è evidente come il videogioco sia stato pensato per una platea videoludica molto giovane o per coloro che cercano qualcosa di rilassante, carino e “coccoloso”. Tuttavia, essendo in early access, ci sono dei problemi: a volte l’avatar si è bloccato improvvisamente in un punto preciso dello scenario, costringendomi a uscire dal gioco. Senza contare i problemi al comparto sonoro che non risulta perfettamente bilanciato: improvvisamente potrebbe arrivarvi una notifica enormemente alta, soprattutto qualora giochiate beatamente con le cuffie.

Altro aspetto che non mi ha convinto è la localizzazione italiana. Qui potrei essere molto polemico, ma non me ne vogliate: il tutto è stato tradotto con un traduttore automatico, rendendo le dinamiche spesso poco coerenti. Comprendo perfettamente che ottimizzare il gioco con diversi idiomi potrebbe risultare più dispendioso in termini economici, ma l’italiano è una lingua difficile e affascinante che va ottimizzata con estrema cura. Altresì, apprezzo il messaggio del team in merito alla traduzione che poteva apparire non sempre coerente.

Mazey Village è un videogioco da provare, soprattutto qualora vi piacciano le esplorazioni labirintiche, enigmi non troppo difficili, personaggi simpatici, atmosfere rilassanti e un tanti oggetti per la personalizzazione dell’avatar e della città. Il titolo è disponibile in accesso anticipato dal 5 agosto: supportare questo progetto non mi sembra un’idea così malsana dopotutto. Fateci un pensierino.


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