Ayasa: Shadows of Silence, una storia onirica non propriamente perfetta – Recensione

Ayasa: Shadows of Silence, una storia onirica non propriamente perfetta – Recensione

Un puzzle-platform dai toni cupi e dalla discreta direziona artistica che tuttavia non brilla di luce propria.

È passato un po’ di tempo da quando Ayasa: Shadows of Silence ha debuttato su PC, un’esperienza suggestiva, ma tuttavia minata da diversi problemi tecnici. Il viaggio di Ayasa attraverso sei regni (Fede, Speranza, Amore, Avidità, Indifferenza e Tradimento) approda anche su console per farci vivere un’esperienza che strizza l’occhio a Little Nightmares, o almeno per quel che ne concerne il genere di appartenenza.

Devo dirvi fin da subito che, nonostante le premesse, non è tutto oro quel che luccica: Ayasa: Shadows of Silence è ancora pregno di problemi e il lancio su console non è proprio dei migliori. Il gioco è tecnicamente arretrato e persino le fasi più semplici potrebbero trasformarsi, in pochissimo tempo, in qualcosa che il giocatore vorrebbe dimenticare all’istante.

La storia è bizzarra e il mondo di gioco è incantevole per le stranezze che ne raccoglie. È un intrippo mentale, mettiamola così, che possiede un’identità unica nella sua direzione artistica. Tuttavia, questo non basta a creare un’esperienza degna di nota: non vi nascondo di aver provato parecchia frustrazione… e questo è un vero peccato.


Data d’uscita: 26/10/2026
Piattaforma: PS5, Xbox Series, PC
Versione recensita: PS5/PC
Sviluppatore: Aya Games
Publisher: Aya Games

La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Aya Games e game.press che ringraziamo per il supporto.


Luce e ombra plasmano il nostro viaggio

Ayasa: Shadows of Silence segue una giovane ragazza che si risveglia in una foresta oscura all’apparenza assediata dai mostri e pregna di calamità di ignota origine. Mentre l’oscurità avanza su terre segnate da avidità, tradimento e indifferenza, Ayasa deve cercare ciò che resta della luce di Tas nella Fede, nella speranza e nell’amore.

Come vi dicevo il gioco, che nasce come un’avventura grafica a scorrimento 2,5D, è un intero mistero e non sappiamo cosa abbia portato alla distruzione totale della civiltà. Le vicende non vengono raccontate con testi a schermo (a parte qualche messaggio) o con dei documenti che ci diano qualche informazione in più sulle vicende. Quello che si sa e che dovremo nasconderci, risolvere enigmi ambientali, superare terreni pericolosi e cercare la luce in un mondo pervaso dall’oscurità.

So che potreste restarne un po’ sorpresi, ma Ayasa: Shadows of Silence è una vera e propria esperienza artistica che racconta una storia (a tratti inquietante) senza l’uso di parole, attraverso immagini, simboli e dettagli. Gli sviluppatori ci invitano a prenderci il nostro tempo, a guardarci intorno, a esplorare e cercare ciò che hanno nascosto. E se non saremo bravi a trovare questi indizi, be’, il gioco si concluderà nell’oscurità.

Le premesse sembrano interessanti, ma dopo i primi salti e i primi enigmi che risolverete, dovrete scontrarvi con i limiti tecnici che affliggono questa produzione. Ayasa potrà dunque correre, nascondersi dai mostri (come in Little Nightmares), usare la luce per rivelare sentieri, attivare antichi macchinari e, chiaramente, respingere l’oscurità. Superare gli enigmi non si rivela poi così difficile, ma il vero problema risiede nella loro realizzazione tecnica che rende tutto molto più frustrante del previsto.

Da “addetto ai lavori” da tanti anni, capisco il lavoro che c’è dietro a una produzione del genere e apprezzo la volontà degli sviluppatori nel creare un prodotto all’altezza delle aspettative. Purtroppo, però, non riesco a trovare un vero motivo per consigliare Ayasa: Shadows of Silence. Diciamolo francamente: in un gioco il gameplay è tutto e se non presenta una buona fluidità generale, l’impatto emotivo che spinge il giocatore a scoprire il mondo che è stato realizzato non basta minimamente.

E questo, per certi versi, è un peccato perché il titolo realizzato dai ragazzi di Aya Games è artisticamente valido e meriterebbe di essere esplorato. Ma tra microlag, telecamere che si rivelano poco precise, salti della protagonista che collidono con la forza di gravità e movimenti dei cattivoni che sembrano uscire da un B-Movie, questo lancio non è stato dei più brillanti su console, e forse nemmeno su PC nonostante le patch.

Ayasa: Shadows of Silence è disponibile su PS5, Xbox Series e PC.


Ayasa: Shadows of Silence

Antonio Armento

Grafica
50%
Coinvolgimento
48%
Giocabilità
40%
Innovazione
42%

Concludendo

Nonostante le buone premesse e una direzione artistica più che interessante, Ayasa: Shadows of Silence è un titolo che non consiglierei ai miei amici a causa di tanti problemi tecnici e di realizzazione generale. C’è tanta ispirazione e le idee sono buone: il mondo è inquietante e misterioso, concepito ingegnosamente per lasciare un po’ di “angoscia videoludica” al giocatore. Purtroppo, prima di raggiungere le due ore che porteranno ai titoli di coda, il giocatore dovrà fare i conti con gli innumerevoli problemi tecnici e con meccaniche più che arrugginite.
Sprazzi di buone idee nella costruzione del mondo e nel design dei personaggi non bastano a far chiudere un occhio su tutto il resto. In sostanza, manca quel pizzico di genialità per rendere questa esperienza memorabile come Limbo o Little Nightmares.

45%

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