IO Interactive confeziona la spy-story definitiva. Tra stealth sociale, gadget iconici e puro charme britannico, il nuovo volto di James Bond è l’avventura che i fan aspettavano dai tempi di GoldenEye.
Ho accolto con un entusiasmo davvero smisurato l’annuncio di 007 First Light, il nuovo, attesissimo action-adventure targato IO Interactive. Diciamoci la verità: per un appassionato cresciuto a pane, Aston Martin e infiltrazioni stealth, il mondo non basta quando si tratta di dare la giusta dignità all’agente segreto più famoso e letale della cultura pop. Essendo un fan viscerale sia dell’universo letterario e cinematografico di Ian Fleming, sia della straordinaria saga di Hitman, ho sempre visto negli sviluppatori danesi i partner perfetti — quasi scritti nel destino — per forgiare una spy-story coinvolgente e moderna. Insomma, la morte può attendere per il brand videoludico di Bond, e IO Interactive sembrava avere tutte le carte in regola e la “licenza di uccidere” ogni dubbio dei fan.
Eppure, l’attesa ha messo a dura prova la nostra pazienza di agenti segreti. Sono passati ben sei anni da quel memorabile novembre 2020, quando il primissimo reveal di questo misterioso progetto scatenò il delirio collettivo. Oggi, nel 2026, ho finalmente potuto stringere tra le mani il DualSense e avviare la versione PlayStation 5 di questa nuova, scintillante avventura.
Fin dalle prime battute, una cosa appare limpida come un Vodka Martini (agitato, non mescolato): questo è James Bond a tutti gli effetti. Gli sviluppatori hanno fatto una scommessa da Casino Royale, evitando abilmente la trappola più prevedibile: First Light non è un Hitman con una skin diversa, né tantomeno un Uncharted con qualche pistola in più. Il gioco brilla di luce propria, poggiandosi su una narrazione magnetica, un gameplay divertente che non scade mai nel già visto e un comparto tecnico di altissimo profilo, capace di scongiurare qualsiasi clamoroso Skyfall grafico.
A rendere il tutto ancora più fresco è la scelta di Patrick Gibson, che presta volto, movenze e carisma a un giovane, credibile e degno 007 all’inizio della sua leggendaria carriera. Non siamo di fronte a un’operazione nostalgia stile GoldenEye, ma a un balzo in avanti nel futuro delle spy-story. Ma andiamo con calma e scopriamo insieme perché questo nuovo inizio per Bond è destinato a fare centro, dimostrando che per il re degli agenti segreti il domani non muore mai.
Informazioni sul gioco
007 First Light
Data d’uscita: 27 maggio 2026
Piattaforma: PC, PS5, Xbox Series X | S, Nintendo Switch 2
Versione recensita: PS5 Pro
Sviluppatore: IO Interactive
Publisher: IO Interactive
La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da IO Interactive che ringraziamo per il supporto.




Come confermato dagli stessi sviluppatori, 007 First Light mette in scena una narrativa completamente originale che attinge a piene mani dall’immenso bagaglio letterario dei romanzi e dei racconti di Ian Fleming, senza però dimenticare l’eredità visiva del franchise cinematografico. Il risultato è una vera e propria origin story, e devo ammetterlo: questa trama non sfigurerebbe affatto sul grande schermo. Anzi, mi sbilancio affermando che si tratta di una delle iterazioni moderne che ho preferito in assoluto, capace di rivaleggiare per impatto narrativo con capisaldi come Casino Royale e GoldenEye. A settare immediatamente il tono ci pensa una sequenza di titoli di testa spettacolare — un marchio di fabbrica irrinunciabile per ogni avventura di Bond che si rispetti — magistralmente accompagnata dalla voce ipnotica di Lana Del Rey. Una intro da brividi che colpisce e ha la stessa magnitudo di un film di Bond.
In questo capitolo, dimenticatevi la spia navigata, elegante e infallibile a cui siamo abituati. Il nostro James è un giovane e talentuoso ragazzo della Royal Air Force che, per un incredibile scherzo del destino, si troverà invischiato in una cospirazione di portata globale, un evento catalizzatore che lo instraderà tra i freddi corridoi dell’MI6 per forgiarlo nello 007 che tutti conosciamo. L’intreccio ci porterà a viaggiare per il mondo, immergendoci in location mozzafiato e stupende ambientazioni che faranno da sfondo a un comparto narrativo davvero interessante.
Un giovane, credibile e degno 007 all’inizio della sua leggendaria carriera
La minaccia da sventare? Un letale e misterioso agente rinnegato, 009, accompagnato da un classico cattivo in stile bond… E una strizzata d’occhio al mondo moderno oramai infuso di intelligenza artificiale. È una scacchiera mortale ricca di colpi di scena, che restituisce appieno quel frizzante retrogusto da blockbuster d’azione estivo che solo il franchise di Bond sa regalare. Insomma, un’avventura che ci ricorda che da qualsiasi parte del globo (virtuale e non) il pericolo è sempre dietro l’angolo.



In questo contesto narrativo così solido, Patrick Gibson si rivela un Bond letteralmente eccellente. Ha lo spirito e il fegato esattamente al posto giusto, riuscendo a restituire l’arroganza giovanile di chi deve ancora dimostrare il proprio valore. La sua interpretazione è magnetica: riesce a flirtare con un fascino disarmante e, una frazione di secondo dopo, a diventare credibilmente serio e letale. Una performance fenomenale, che ci conferma come, almeno nei videogiochi, si vive solo due volte.
Anche i comprimari non sono da meno e arricchiscono il cast con interpretazioni di altissimo livello. Ho apprezzato moltissimo la Moneypenny di Kiera Lester: molto più fredda, calcolatrice e distaccata rispetto alle sue controparti cinematografiche, rappresenta un ottimo contrappeso alle intemperanze di James. E poi c’è Lennie James nei panni di John Greenway: un superiore ruvido, implacabile e severissimo, che renderà la vita da recluta del nostro Bond un vero inferno.
Patrick Gibson si rivela un Bond letteralmente eccellente
Non ci addentreremo oltre nei meandri della storia, per il semplice fatto che l’intreccio narrativo rappresenta proprio uno dei pilastri portanti di questa produzione, e rovinarvi la sorpresa sarebbe un vero delitto. Passiamo quindi al piatto forte: il gameplay. È innegabile che IO Interactive abbia accumulato una maestria senza pari nel genere stealth grazie alla storica serie Hitman. 007 First Light è l’evidente e maturo frutto di anni passati a perfezionare sistemi di copertura, travestimenti e innumerevoli possibilità di infiltrazione.



Sicuramente il nostro Bond deve più di qualcosa all’Agente 47, ma sa ritagliarsi un’identità ludica netta e precisa, smarcandosi in modo intelligente dal suo “papà digitale”. Se 47 è un assassino freddo e metodico, James è una spia dinamica, capace di improvvisare e di alternare l’ombra all’azione esplosiva.
Le sequenze di gioco abbandonano la rigidità dei corridoi lineari per abbracciare un level design basato su ampie macro-aree ricche di dettagli. Qui, Bond dovrà infiltrarsi, hackerare terminali, carpire informazioni preziose, individuare bersagli sensibili e sabotare le operazioni nemiche. Vi ritroverete ad aggirarvi furtivamente in ogni angolo del globo, sfruttando a vostro vantaggio l’ambiente circostante, i gadget, l’arsenale balistico e, in puro stile Bond, perfino il vostro fascino per navigare attraverso zone pesantemente sorvegliate.
L’intreccio narrativo rappresenta proprio uno dei pilastri portanti di questa produzione
E a proposito di gadget, lasciatevelo dire: la Sezione Q ha fatto un lavoro superbo. Il fulcro del vostro equipaggiamento è il polifunzionale orologio di Bond, che andrà via via arricchendosi di dispositivi tanto geniali quanto letali. E per i feticisti del franchise c’è una chicca: l’orologio nel gioco è una fedele riproduzione di un vero Omega (esattamente come vuole la tradizione legata all’agente segreto), peraltro già disponibile sul mercato in una costosa edizione limitata reale! Comunque sia, progredendo nell’avventura, sbloccherete chicche degne delle migliori pellicole: dardi emetici per provocare nausea e allontanare le guardie dalle loro ronde; una fotocamera a onde d’urto capace di disorientare gli avversari; cuffie audio all’apparenza innocue che celano letali granate fumogene e l’intramontabile penna esplosiva, riadattata per sparare veri e propri mini-missili.
L’esperienza non si limita solo alle fasi a piedi. Il gioco ci regala anche delle adrenaliniche sezioni di guida. Certo, a livello strutturale risultano molto più lineari e “sui binari” rispetto all’esplorazione libera, ma sono registicamente così ben confezionate, da cardiopalma e piene d’azione esplosiva da lasciarci pienamente e genuinamente soddisfatti.

La libertà di scelta resta comunque il cuore pulsante del titolo. Grazie a solide meccaniche da sparatutto in terza persona (lanciare una pistola in testa a un nemico a caricatore finito è davvero soddisfacente!), a un’eccellente integrazione dello stealth e agli scontri ravvicinati, avrete a disposizione una vasta gamma di approcci tattici per affrontare i livelli nel corso di una campagna longeva, che vi terrà incollati allo schermo per circa 18 ore. Una nota di merito assoluta va dedicata al combattimento corpo a corpo: non si tratta del solito button mashing, ma di un sistema di risse viscerale, brutale, eppure incredibilmente elegante e coreografico. Insomma, un’esperienza in puro e incontaminato stile James Bond.
Il nostro Bond deve più di qualcosa all’Agente 47, ma sa ritagliarsi un’identità ludica netta e precisa
Un’altra meccanica che trasuda puro stile Bond da ogni singolo pixel è la geniale implementazione del suo leggendario charme all’interno del gameplay. Oltre a nascondersi fisicamente, IO Interactive ha introdotto una sorta di “stealth sociale” interattivo che ci permette di usare la parlantina per tirarci fuori dai guai.
Se venite sorpresi in una zona interdetta, potrete letteralmente inventarvi una palese balla per giustificare la vostra presenza, magari spacciandovi con faccia tosta per un fotografo freelance in cerca di uno scoop o per un eccentrico e ricco imprenditore che ha semplicemente sbagliato porta. Questa barra del bluff, ovviamente, non è illimitata e non potrete mentire all’infinito per passeggiare indisturbati davanti alle guardie. Tuttavia, il suo utilizzo può essere strategicamente “ricaricato” effettuando dei takedown fisici sui nemici, premiando in particolar modo le eliminazioni silenziose.

A rendere il tutto ancora più profondo ci pensa l’esplorazione: recuperare oggetti specifici nello scenario, come cartellini identificativi della stampa dimenticati su una scrivania o documenti riservati, sbloccherà nuove opzioni di dialogo, rendendo le nostre menzogne molto più credibili agli occhi dei sospettosi vigilanti. Vi garantisco che utilizzare questo sistema per manipolare l’intelligenza artificiale e raggirare la sicurezza è un’esperienza ludica incredibilmente soddisfacente. Rischierò di suonare ripetitivo, ma è una dinamica che vi farà sentire James Bond al cento per cento, calandovi nei panni di una spia che usa il cervello e il carisma prima ancora del grilletto.
Avrete a disposizione una vasta gamma di approcci tattici per affrontare i livelli
Per chi invece desidera perfezionare le proprie abilità di infiltrazione senza l’ansia della campagna principale, il gioco offre il TacSim. Accessibile comodamente tramite una voce dedicata nel menù principale, si tratta di un sofisticato simulatore tattico virtuale in dotazione all’MI6. Questa modalità arcade funge da perfetto banco di prova per le avventure di Bond, permettendoci di affrontare specifiche missioni di addestramento a tempo o basate su obiettivi e punteggi. È il luogo ideale per testare i gadget appena sbloccati o per sfidare i propri riflessi, allenandosi duramente per diventare la spia definitiva prima di tornare sul campo.
Tirando le somme di questa incredibile avventura, 007 First Light è una lettera d’amore al personaggio creata da chi ne ha compreso l’essenza più intima. Ho trovato tutto quello che amo della storica serie dell’agente segreto inglese racchiuso magistralmente in un videogioco che si preannuncia memorabile. IO Interactive ha confezionato un capolavoro di spionaggio, e non esagero minimamente quando affermo che questo potrebbe essere il miglior videogioco su James Bond dai tempi del leggendario GoldenEye per Nintendo 64. Anzi, oserei dire che, per maturità e profondità, è probabilmente il miglior videogioco su 007 in assoluto. Un’opera che non si limita a imitare, ma che si erge fiera e all’altezza delle migliori e più blasonate pellicole cinematografiche dell’agente con licenza di uccidere.

Una piccola, ma fondamentale, nota finale prima di chiudere il sipario va spesa inevitabilmente per il comparto audio. Dopotutto, sappiamo benissimo che non può esistere un vero James Bond senza l’immediato riconoscimento del suo leggendario e iconico tema musicale, capace di far venire i brividi fin dal primissimo accenno di fiati. Oltre alla già decantata e magnetica traccia d’apertura firmata da Lana Del Rey, è impossibile non tessere le lodi dell’incredibile colonna sonora strumentale che ci accompagna per tutta l’avventura.
Per garantire un impatto cinematografico senza precedenti, la colonna sonora è stata registrata niente meno che nei mitici Abbey Road Studios, prendendo vita grazie alla maestosa esecuzione della Chamber Orchestra of London sotto la sapiente direzione di Matt Dunkley. Il formidabile duo di compositori formato da Alexis Smith e Joe Henson ha compiuto un vero e proprio miracolo musicale. Hanno confezionato una soundtrack per First Light che non è solo incredibilmente coinvolgente, ma anche profondamente adattiva: la musica respira letteralmente insieme al gameplay. Le note si mantengono cupe e ritmate durante le delicate fasi di infiltrazione, scandendo la tensione dei nostri passi, per poi esplodere in trionfali e adrenalinici crescendo orchestrali non appena la copertura salta e le pallottole iniziano a fischiare.
Vi farà sentire James Bond al cento per cento
Come sostiene giustamente qualche purista e storico del franchise, nell’affascinante e spietato universo creato da Ian Fleming, la musica è quasi importante quanto lo stesso 007. E in questo straordinario videogioco targato IO Interactive, la colonna sonora non si limita a fare da semplice sfondo, ma si erge a vera e indimenticabile co-protagonista dell’intera esperienza.
007 First Light è disponibile su PS5, Xbox Series e PC.
007 First Light
Concludendo
007 First Light è, senza troppi giri di parole, il videogioco di James Bond che tutti sognavamo da decenni. IO Interactive ha superato se stessa, dimostrando di non essersi adagiata sugli allori della serie Hitman, ma di aver costruito un’avventura action-stealth con un’anima unica e vibrante. La narrazione da brividi, l’eccellente interpretazione di Patrick Gibson nei panni di un giovane e sfacciato 007, le geniali dinamiche di bluff sociale e i meravigliosi gadget della Sezione Q si fondono in un’esperienza ludica magistrale. Ciliegina sulla torta, un comparto tecnico solidissimo e una colonna sonora orchestrale indimenticabile, degna del miglior blockbuster cinematografico. Pur con qualche sezione di guida forse un po’ troppo pilotata, ci troviamo di fronte a un capolavoro del genere spionistico. Allacciate il farfallino e caricate la vostra Walther PPK: l’agente segreto più famoso del mondo è tornato, e non è mai stato così in forma.

