La formula vincente risiede nella semplicità.
Fairy Tail: Dungeons è l’ultima incarnazione videoludica dedicata al franchise che ho avuto modo di provare. E dopo anni passati a recensire qualsiasi trasposizione dal mondo dell’animazione giapponese, finalmente mi sono ritrovato tra le mani un gioco funzionale (anche se non per tutti) e che fa bene i compiti a casa.
Poi Fairy Tail, l’opera del maestro Hiro Mashima che ha riscosso un successo quasi inaspettato in tutto il mondo, non ha mai goduto di videogiochi che ne riprendevano le gesta in modo corposo. Resto dell’idea che due sono le strade che si dovrebbero seguire quando si crea un videogioco da un’opera gargantuesca: o ti cimenti nella fedeltà degli eventi, costruendoci intorno un gameplay corposo e appagante, oppure cerchi qualche cavillo narrativo per crearci su un discreto spin-off.
E neanche a dirlo, Fairy Tail: Dungeons ci proietta in dei dungeon che sfruttano una caratteristica base del manga e ci costruisce intorno una storia inedita, anche se non originalissima. Ma non importa, quello che conta in questi casi è il gameplay che, ci tengo a sottolinearlo, funziona discretamente bene.
Ho provato la versione per Nintendo Switch che apporta una serie di migliorie rispetto alla prima versione che ha debuttato su PC (Steam) nel 2024. Quello che vi troverete davanti è un rogue-lite deck building con caratteristiche da J-RPG.
Addentriamoci in questi dungeon e sconfiggiamo potenti mostri con i personaggi iconici di Fairy Tail.

Fairy Tail: Dungeons ci proietta in una storia completamente nuova. Un bel giorno, Natsu e Happy, che come saprete non riescono a stare fermi nemmeno per un secondo, scoprono un portale misterioso sotto la loro gilda. Chiunque provi ad entrare all’interno di quella porta, sarà privato di tutti i suoi poteri: ed è proprio quello che accade a Natsu.
Senza nessuna tecnica di combattimento, i due amici sembrano davvero spacciati quando un Exceed incappucciato di nome Labi decide di fare il suo ingresso e prestargli il suo aiuto. Il gatto racconta loro tutto quello che è successo: il suo amico è scomparso nelle profondità del dungeon e lo sta cercando con crescente ardore. A questo punto (e qui torna in campo il principio alla base degli shōnen) Natsu e Happy decidono di affrontare i pericoli più profondi e aiutare altresì Labi nella sua missione.
Una storia semplice quanto immediata, costruita per dare un senso al gameplay che si rivela la vera colonna portante di questa produzione. Il concetto di base è molto semplice: dovremo farci strada in un labirinto composto da delle caselle costituite da scrigni del tesoro, gemme per accrescere le abilità e ovviamente affrontare cattivoni di vario tipo.
Informazioni sul gioco
Fairy Tail: Dungeons
Data d’uscita: 7 gennaio 2026
Piattaforma: PC, Nintendo Switch
Versione recensita: Switch
Sviluppatore: Ginolabo
Publisher: Kodansha
La recensione è stata realizzata grazie al gentile supporto di StridePR

A nostra disposizione avremo un numero limitato di movimenti, rappresentati all’occasione da una lanterna tenuta tra le mani da Labi. Quando l’indicatore arriverà a zero, significa che il boss del piano sarà pronto ad attaccarci, indifferentemente dai potenziamenti che avremo accumulato.
In Fairy Tail: Dungeons occorre dunque una bella dose di strategia, ma anche di fortuna. Spesso e volentieri, soprattutto nelle prime partite, arriveremo al boss di fine area con un “mazzo di tecniche” davvero disastroso e con un’energia residua ridotta quasi a zero. Ma non preoccupatevi: la formula rogue-lite ci permette di apprendere il gameplay in un modo così dinamico che nemmeno ve ne renderete conto.
Entrando nel dungeon avremo a disposizione solo una manciata di tecniche, rappresentate da carte d’attacco e di difesa. Proseguendo per la mappa, potremo aprire ordunque degli scrigni che ci daranno la possibilità di aggiungere nuove carte al nostro mazzo base. Lungo il percorso, tuttavia, si presenteranno i vari mostri che saranno pronti a farci mangiare la polvere.

Qui entrerà in gioco la nostra abilità e l’accortezza con cui selezioneremo le carte a disposizione nel corso del combattimento. Natsu avrà dalla sua 4 carte attive distribuite in modo casuale: un attacco leggero consuma uno slot, mentre quello più potente ben due. La fase di attacco prevede un utilizzo massimo di 3 MP, quindi non dobbiamo assolutamente superare questa soglia.
Attaccare a ripetizione non è sempre la mossa più intelligente. Dovremo infatti anche essere bravi a combinare le tecniche difensive (e le abilità speciali che danno vantaggi extra) con quelle offensive. Ogni combattimento portato a buon fine ci ricompenserà con vantaggi straordinari come oggetti per il recupero degli HP, nuove gemme (per potenziare il nostro deck) e un incremento dell’energia residua.
Fairy Tail: Dungeons è uno dei migliori videogiochi (al momento) dedicati al franchise
E come la buona formula rogue-lite ci insegna, sappiate che nel momento in cui verremo sconfitti, ci ritroveremo nuovamente all’ingresso e tutte le carte sudatamente conquistate andranno perdute. Tuttavia, si acquisiranno livelli nell’esperienza globale che daranno accesso a nuovi vantaggi e personaggi giocabili.
Infatti, dopo qualche partita a Fairy Tail: Dungeons, potremo sbloccare Gray, Lucy, Wendy ed Erza. Ogni personaggio entrerà da solo nel dungeon, a parte qualche combattimento in cui si uniranno le forze. Devo dire che la difficoltà globale di questo videogioco è pressocché crescente, e ho notato anche dei piccoli sbilanciamenti in base al personaggio che si utilizza.

Ad esempio, non è così facile (almeno agli inizi) portare a compimento un dungeon con un personaggio che non sia Natsu. Con Erza, non sono riuscito a sentire tutta la forza combattiva di Titania e mi è sembrata decisamente più debole rispetto a Natsu (che da solo è davvero devastante). Nonostante questi piccoli sbilanciamenti, mi sono divertito a entrare e uscire dai vari piani, forse anche per la formula mordi e fuggi che rende Fairy Tail: Dungeons una piccola perla su Nintendo Switch.
E se questo non bastasse, il gioco non soffre di nessun tipo di lag e i caricamenti sono velocissimi. Inoltre, il prezzo di vendita è decisamente appagante per le ore che vi terrà incollato: poco meno di 14 euro su Nintendo Switch e PC.
Per i più ferrati del genere, tuttavia, potrebbe anche rivelarsi una passeggiata raggiungere i titoli di coda. Ma chi si approccia a questo genere sa perfettamente che la sua forza è data nel provare e riprovare, nello sbloccare ogni singolo extra e trovare appagamento in ogni partita che si svilupperà in modo sempre diverso.

Fondamentalmente Fairy Tail: Dungeons si conclude in poco più di 6 ore e la difficoltà è crescente ma non così proibitiva. Quindi, il mio consiglio è quello di provarci anche se non siete poi così avvezzi al genere. Inoltre, questo è il miglior gioco dedicato al franchise che ho provato. Quindi, dategli una possibilità.
Dal punto di vista grafico, il tutto è realizzato con una deliziosa pixel art che garantisce colori vibranti anche nelle situazioni più concitate. Una scelta oculata, che si distacca un po’ dal look anime che conosciamo, ma che si adatta visivamente bene al tipo di esperienza.
Fairy Tail: Dungeons
Concludendo
Fairy Tail: Dungeons è uno dei migliori videogiochi (al momento) dedicati al franchise e che propone meccaniche J-RPG in un contesto rogue-lite deck (ovvero con mazzi di carte). Anche se non sono un grande fan del genere rogue-lite (ma mi sono gustato tutto l’anime), mi sono divertito un sacco con questa inedita visione del mondo di Hiro Mashima.
Nella versione per Nintendo Switch (così come su PC) sono stati aggiunti tantissimi contenuti di gioco, nuovi personaggi giocabili, dungeon e oltre 170 nuove carte. Bisogna riconoscere l’impegno dei ragazzi di ginolabo nel supportare la loro creazione, soprattutto nell’aver riprodotto così fedelmente le caratteristiche peculiari di Fairy Tail.

