Un solo sviluppatore, un breve viaggio e un ritorno al passato
Echo Isle è un progetto che fa della brevità il suo punto di forza, un titolo che vuole raccontare un piccolo viaggio e riportare in vita un genere che abbiamo tanto amato nell’era del Game Boy Color. Mi riferisco nello specifico a The Legend of Zelda: Link’s Awakening DX, il quarto titolo della longeva saga di Nintendo che ha letteralmente rubato il cuore degli appassionati: e non a caso è stato sviluppato anche un remake per Nintendo Switch.
Una formula che personalmente ho sempre apprezzato e continuo a supportare con crescente entusiasmo. E quando lo sviluppatore indipendente mi ha proposto di testare Echo Isle, la mia curiosità è schizzata alle stelle e mi sono lanciato in questo mondo che trae ispirazione proprio da The Legend of Zelda. E questo non è un male, lo vedrei più come un onesto omaggio a un genere videoludico che ha appassionato intere generazioni.
Pensate che quest’avventura, che si conclude in circa un’ora e mezza, è stata creata da un solo sviluppatore (Josh Koenig Games): un gioco piccolo, senza troppe pretese e concepito per essere finito in una sola sessione.

Un eroe venuto dal cielo!
In questo viaggio vestiremo i panni di Aster, un Cavaliere Astrale arrivato sulla Terra per allontanare le tenebre. Senza troppi preamboli, in questa esperienza dovremo impugnare la nostra fidata arma e combattere dei mostri dai tratti feroci, esplorare antiche rovine, sbloccare nuove abilità e raccogliere le quattro leggendarie Pietre dell’Eco.
Informazioni sul gioco
Echo Isle
Data d’uscita: 20/05/2026
Piattaforma: PC
Versione recensita: PC
Sviluppatore: Josh Koenig Games
Publisher: Josh Koenig Games
La recensione è stata realizzata grazie a un codice digitale gratuito fornitoci da Josh Koenig Games che ringraziamo per il supporto.

Il cuore pulsante di questa mini avventura non è di certo la storia, un classico racconto dell’eroe che dovrà fare di tutto per impedire all’oscurità di avere il sopravvento. Quello che spicca su ogni cosa è il suo gameplay, così semplice, così ispirato che vi farà pensare a uno di quei viaggi che avrete già vissuto con The Legend of Zelda: A Link to the Past.
Perdonatemi se finisco sempre a parlarvi del classico Nintendo, ma Echo Isle è un tributo carinissimo che si ispira enormemente: potremo aprire i cofanetti, tagliare i cespugli e l’erba con la spada, piazzare le bombe nei punti più strategici e scagliare delle frecce ai cattivoni di turno.

Echo Isle è stato concepito come un gioco sequenziale in cui serviranno determinate abilità per accedere ad aree bloccate da qualche macigno di turno. Ogni dungeon infatti (quattro in totale) ci metterà dinnanzi ad alcune sfide in cui dover raccogliere delle chiavi per aprire le porte e addirittura sbloccare il “super cofanetto” che ci delizierà con un upgrade niente male. Alla fine di tutta l’esplorazione, ci sono le boss battle che si confermano molto carine e mai così impegnative (a parte una in cui servirà qualche tentativo in più). Nel mondo di gioco non ci sono monete o diamanti che ci consentiranno di acquistare nuovi accessori. Anzi, a dirla tutta potremo raccogliere dei “Secret Crystal” con cui potenziare la nostra spada prima del boss finale.

Echo Isle è un’esperienza veloce, elimina i fronzoli dati dal farming eccessivo e ci mette subito dinnanzi a combattimenti tutto sommato funzionali. Si tratta quindi di un videogioco mordi e fuggi e che tra le altre cose è venduto a un prezzo decisamente interessante (poco più di 5 euro) su PC (funziona anche su Steam Deck).
Il mondo di gioco è stato realizzato con una convincente pixel art, animato da una colonna sonora e da degli effetti che richiamano i classici degli anni ’90. Ho poco da aggiungere, il mio consiglio è quello di dargli una possibilità: costa poco, si conclude velocemente e vi riporterà nei magici momenti del Game Boy Color. Che chiedere di meglio?
Echo Isle
Concludendo
Echo Isle è un’esperienza piacevole che si termina in un’oretta e mezza, breve ma estremamente nostalgica e che riporta il giocatore agli anni ’90. Certo, questa formula manca di profondità, di personaggi su schermo e di un gameplay maggiormente rifinito. Ma quel che fa, tutto sommato, lo fa bene anche se non apporta nulla di veramente inedito rispetto al passato. E forse è anche meglio così: ritrovare una formula così familiare può fare la felicità dei nostalgici, anche se sicuramente ne avrebbero voluto un po’ di più.
Qui su Nerd Bros speriamo di vedere magari un sequel di questo piccolo mondo, più ricco, più sfaccettato e con tante abilità da sfoderare. Lo speriamo davvero, anche perché ha delle buoni basi per creare un’avventura che omaggi Link’s Awakening più del dovuto.

